Month: April 2025

  • predicare bene razzolare male

  • purpose driven

    decoupling e attention deflection: il caso ENI

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    Comunicazione che fa Bene: Opportunità o minaccia?

    Un elemento chiave per il successo di un marchio è la comunicazione. La maggior parte delle volte, anche se pratiche sostenibili ed etiche sono in atto in un’azienda, esse non sono comunicate (bene). E per quanto sia positivo che le aziende non comunichino il “Bene” solo a scopo pubblicitario (Goodvertising) , è importante costruire un messaggio efficace per  mettere in evidenza le loro azioni sostenibili, e creare un legame  più forte con la comunità informata sulle politiche e sulle pratiche aziendali.
    La trasparenza è la chiave del successo per la “comunicazione che fa Bene”, che deve avere uno scopo sociale preciso, lontano dagli obiettivi di business. Raggiungere il pubblico giusto con il messaggio giusto dovrebbe essere l’obiettivo di ogni azienda e anche se non è sempre facile, seguire i valori fondamentali del marchio ed essere sinceri con se stessi e con i consumatori è il primo passo per arrivarci.

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    Comunicazione che Fa Bene per un Economia che fa Bene

    Purposeful communication: un trend segnato da alcune aziende leader che hanno creato un modello da seguire per gli altri, perché, dal momento che i purpose brands stanno diventando sempre più popolari, gli altri devono decidere se unirsi o soccombere.

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    Creattivismo | L’Advertising contro i prodotti che fanno male

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  • responsabilità

    decoupling e attention deflection: il caso ENI

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    Be Intelligent contest: sono 7 i vincitori

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    sostenibilità responsabilità sociale

    Perchè il consumo responsabile non è ancora esploso, nonostante le intenzioni positive dei clienti?

    Secondo una ricerca di Nielsen i consumatori statunitensi nel 2018 hanno speso 128 miliardi di dollari in beni di consumo sostenibili con una crescita del 20% dal 2014.
    Nonostante questi dati incoraggianti sulla propensione di acquisto, i prodotti che possono essere considerati sostenibili rappresentano oggi il 22% delle vendite totali (in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014)
    Perché solo 1 prodotto acquistato su 5 è sostenibile?
    Secondo i risultati condotti in una ricerca le barriere principali all’acquisto.: l’assenza di una comunicazione corretta e il reperimento del prodotto
    Il paradosso è che i consumatori alto spendenti (capaci quindi di acquistare prodotti Premium Price) sono attratti dalle marche tradizionali che grazie ai loro sforzi comunicativi hanno stabilito con loro una relazione duratura e invece – per lo scarso investimento marketing delle aziende – non danno a i prodotti Green un surplus valoriale e anzi li considerano meno appealing.
    Ultimamente la comunicazione di alcune grandi corporations sta adottando strategie ‘purpose driven’ – contenuti che esplicitano la posizione della azienda verso società e ambiente.
    adottare una comunicazione ‘guidata da uno scopo’ (purpose driven) implica principalmente che l’intera azienda sia guidata da tale scopo. Viverlo, condividerne l’essenza.
    L’idea rivoluzionaria di una ‘Comunicazione che fa bene’ (purpose driven communication) potrebbe essere di aumentare il grado di consapevolezza del consumatore e dare uno spazio decisionale più ampio, dove la percezione del controllo è maggiore. Per esempio attraverso la comunicazione ‘on pack’ : la presenza sulle confezioni di messaggi allusivi incide negativamente sulla capacità del consumatore di effettuare scelte di acquisto consapevoli. Formulare etichette sul prodotto con informazioni utili e facilmente interpretabili ed eliminare messaggi fuorvianti sarebbe un passo avanti verso il cambiamento sostenibile

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    Creattivismo | L’Advertising contro i prodotti che fanno male

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    gli amministratori aziendali, nuovi eroi

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  • glossary

    c?ap=f?ap=q?ap=g

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  • Radiohead

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  • will IAM

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  • P&G

    no music on a dead planet

    Musica e brand. Attivi, insieme.

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  • trasparenza

    Ikea tra sostenibilità e indagini Verdi

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    decoupling e attention deflection: il caso ENI

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    Nicola Giuggioli sulla Comunicazione che fa Bene

    Con la pubblicazione del Report ‘La Comunicazione che fa Bene. All’ambiente’ abbiamo chiesto Nicola Giuggioli  di commentare i principali punti chiave dell’analisi.

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    sostenibilità responsabilità sociale

    Perchè il consumo responsabile non è ancora esploso, nonostante le intenzioni positive dei clienti?

    Secondo una ricerca di Nielsen i consumatori statunitensi nel 2018 hanno speso 128 miliardi di dollari in beni di consumo sostenibili con una crescita del 20% dal 2014.
    Nonostante questi dati incoraggianti sulla propensione di acquisto, i prodotti che possono essere considerati sostenibili rappresentano oggi il 22% delle vendite totali (in crescita di 3 punti percentuali rispetto al 2014)
    Perché solo 1 prodotto acquistato su 5 è sostenibile?
    Secondo i risultati condotti in una ricerca le barriere principali all’acquisto.: l’assenza di una comunicazione corretta e il reperimento del prodotto
    Il paradosso è che i consumatori alto spendenti (capaci quindi di acquistare prodotti Premium Price) sono attratti dalle marche tradizionali che grazie ai loro sforzi comunicativi hanno stabilito con loro una relazione duratura e invece – per lo scarso investimento marketing delle aziende – non danno a i prodotti Green un surplus valoriale e anzi li considerano meno appealing.
    Ultimamente la comunicazione di alcune grandi corporations sta adottando strategie ‘purpose driven’ – contenuti che esplicitano la posizione della azienda verso società e ambiente.
    adottare una comunicazione ‘guidata da uno scopo’ (purpose driven) implica principalmente che l’intera azienda sia guidata da tale scopo. Viverlo, condividerne l’essenza.
    L’idea rivoluzionaria di una ‘Comunicazione che fa bene’ (purpose driven communication) potrebbe essere di aumentare il grado di consapevolezza del consumatore e dare uno spazio decisionale più ampio, dove la percezione del controllo è maggiore. Per esempio attraverso la comunicazione ‘on pack’ : la presenza sulle confezioni di messaggi allusivi incide negativamente sulla capacità del consumatore di effettuare scelte di acquisto consapevoli. Formulare etichette sul prodotto con informazioni utili e facilmente interpretabili ed eliminare messaggi fuorvianti sarebbe un passo avanti verso il cambiamento sostenibile

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    7 regole d’oro per evitare un epic fail

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  • DeSmog

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