Author: admin

  • Pier Giorgio Ardeni

    il grande sonno citato da Piergiorgio Ardeni

    Intervista a Pier Giorgio Ardeni

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  • Duomo

    Duomo

    Fast fashion as the business model that has a major negative impact on environment on society and environment. It may be hard to see why this business is generating much harm to our planet, so here are just some examples of it.
    – The increase of carbon footprint generated by the widespread use of synthetic fiber and polyester and also the hundreds of years it can take to degrade.
    – Water consumption and Pollution
    – The rate in which we are consuming and discarding clothes is contributing to mass waste.
    – Unfair labor practices
    – Health danger, our clothes are usually made from synthetic material created with toxic chemicals.

    In the picture, you can see a sideboard of a well known fast fashion company. At thThe fashion industry is based on an business model that generates a massive detrimental impact on our planet, and even more damage is made by the fast fashion industry. The linear fashion model of buying, wearing and quickly discarding clothes negative affects people and planet resources.
    e same time you can see a homeless man asking for money to eat. And if you see carefully the image, you may be able to observe in the mirror reflection the Duomo of Milano, that is established on the city of Milan which is recognized internationally as one of the worlds most important fashion capitals.

    The sideboard and the clothes in it represent clearly the fast fashion industry, the homeless man asking for money is the damage that the industry is making and the Duomo of Milano as the planet where everything is taking place.

    Since you’re here…
    Our mission is to monitor Advertising to make certain that companies obey ethical standards of trustworthiness and transparency while communicating their commitment to addressing the great challenges of the New Millennium. From climate emergency to social inequality through all the issues included in the Sustainable Development Goals Agenda, we monitor the consistency of their statements, if they are ‘walking the talk’. With rising misinformation and commercial ownership, independent information is more and more rare. We think citizens deserve access to accurate analyses with integrity at their heart, so we can all make critical decisions about our lives, health and enviroment – based on fact, not fiction.
    Our editorial independence means our content agenda is set only to voice our opinions, supported by in-depth research, free from any political and commercial bias, never influenced by interested owners or shareholders (which we don’t have). It means we can stand up to mainstream and give a voice to those less heard. We hope this will motivate you to make a contribution in support of our open, independent journalism. Every reader contribution, however big or small, is so valuable. Support BeIntelligent from as little as €5 – and it only takes a minute. Thank you.

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    Author: Mariana Guajardo

    I’m Mexican and I’m 20 years old. I’m a Law student and I have always been interested with problems that surrounded my society. My purpose is to raise awareness of the severe environmental problems that we are facing nowadays, also to promote a lifestyle of simplicity and caring for the environment by avoiding consumerism and buying intelligent.


    contest
  • Scopri le campagne che si sono sfidate al Primo Premio per la Comunicazione che fa Bene

    Scopri le campagne che si sono sfidate al Primo Premio per la Comunicazione che fa Bene

    Sono state 16 le campagne iscritte a questa prima edizione del Premio la Comunicazione che fa Bene. tutte avevano un obiettivo: cambiare il mondo. Scopri in questa carrellata i loro messaggi, e dicci la tua!

    Lavazza | Good to Earth

    Lavazza Good to Earth | La Comunicazione che fa bene

    Il calendario Lavazza 2019 vuol diventare un megafono artistico per evidenziare quei luoghi del mondo in cui l’intervento dell’uomo sta generando buone notizie per la terra. Sei progetti raccontati attraverso le opere a impatto zero di Street Artist di fama mondiale, tolti per la prima volta dal “cemento” e messi nella natura per stimolare le persone a un cambiamento. RISULTATI 95 milioni di Impressions nei primi due giorni dopo il lancio 38º marchio nel mondo per reputazione (dal 49º Global Rep Track 2018) Lavazza votata Most Ethical Coffee in Europe Artwork visibile con Google Earth

    Leroy Merlin – Borghi ritrovati

    In Italia migliaia di borghi rischiano di sparire. Leroy Merlin ne ha scelto uno, Calamecca, e insieme ad una delle principali reti generaliste, ha creato un format televisivo per ripopolarlo. Nel piccolo paesino ha convocato i suoi migliori collaboratori e artigiani per un progetto mai tentato prima: riportare persone e lavoro dove non c’erano, facendo tornare un borgo all’antico splendore. Un progetto di re-looking che ha coinvolto nuovi residenti e abitanti, esprimendo in modo concreto i valori del brand come la vicinanza alle comunità locali, la collaborazione e la condivisione del sapere

    Coop | Shopping Cart

    La mission di Coop è garantire convenienza, qualità, tutela della salute delle persone e dell’ambiente, attenzione ai consumi e promozione di corretti stili di vita, rispetto ai principi di legalità, trasparenza ed equità, solidarietà, sostegno allo sviluppo socio-economico e culturale dei territori.Grazie ai suoi Prodotti a Marchio sostenibili, rispettosi dell’ambiente, della salute delle persone, del Pianeta, Coop rende accessibile a tutti una spesa che può agire in modo positivo sul futuro di tutti noi.

    Il sogno di Nyma è diventato realtà Un Sogno Chiamato Cacao Pan di Stelle

    Una campagna che valorizza l’impegno del marchio Pan di Stelle per una filiera responsabile e sostenibile del cacao, che si concretizza in tangibili investimenti a supporto di coloro che, in Costa d’Avorio, coltivano la nostra materia prima cacao, delle loro famiglie e della comunità intera a cui appartengono. La ricerca dell’acqua in Africa è un compito gravoso che riguarda soprattutto donne e bambine. Per questo il viaggio viene raccontato attraverso gli occhi di una bambina di sei anni di nome Nyma. Il pozzo di Djangobo che Nyma si trova davanti quando apre gli occhi è solo uno degli interventi a favore delle comunità di coltivatori di cacao che Pan di Stelle ha attivato in Costa d’Avorio insieme alla Fondazione Cocoa Horizons.

    Kuntal A. Joisher for Save the duck

    L’alpinista indiano Kuntal A. Joisher, vegano doc, era alla ricerca di qualcuno disposto a realizzare per lui una tuta priva di imbottitura d’oca in grado di resistere alle temperature proibitive degli otto mila. Una scalata che Save The Duck ha deciso di affrontare insieme all’alpinista compiendo un’impresa eccezionale: partire dal fondo per arrivare alla vetta dell’Everest, ossia la cima più alta del mondo con i suoi 8.848 metri d’altitudine. «E a farlo da vegano al 100%, sia dal punto di vista dell’alimentazione sia per quel che concerne le attrezzature. Tuta, compresa» specifica lo stesso alpinista indiano Kuntal A. Joisher.

    Save The Children Tutti Giù Per Terra

    Per celebrare il centenario di Save The Children, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul dramma dei bombardamenti sulle scuole, che oltre a provocare morte e distruzione, negano l’accesso all’istruzione a più di 27 milioni di bambini nel mondo, l’agenzia Jungle ha ideato un percorso sensoriale che conduce gradualmente i partecipanti a vivere il terrore della guerra. Un viaggio che simula i vari passaggi emotivi del trauma. Far provare alle persone cosa significa trovarsi in una scuola sotto a un bombardamento, attraverso un’esperienza immersiva ad alto impatto emotivo.

    Timberland | Nature needs heros

    Timberland vuole essere percepito come un marchio stimolante, propositivo, cool e alla moda: cambiare la mente dei consumatori, assicurandosi che possano fidarsi e credere nella sua capacità di realizzare prodotti più sostenibili e costruire un mondo migliore. In tale scenario, Timberland vuole essere il brand che si fa avanti, si assume le proprie responsabilità e ispira un movimento che potrebbe effettivamente fare la differenza nella vita quotidiana delle persone. Nature Needs Heroes è la richiesta di cambiamento di Timberland. Alle persone reali viene chiesto di unire le forze in un “movimento ecologico” che si basa sulle piccole azioni di tutti per innescare una rivoluzione su scala più ampia. Al centro del marchio Timberland c’è la convinzione fondamentale che un futuro più verde sia un futuro migliore. Questo grazie a un impegno sul lungo termine per rendere i prodotti responsabili, proteggere e migliorare gli spazi aperti e rafforzare le comunità in tutto il mondo.

    Leroy Merlin | Lessons for good

    Leroy Merlin con Lessons for Good ha cambiato la storia delle lezioni di DIY, facendole diventare utili a decine di ONG italiane. L’idea è stata semplice e di grande effetto: spostare dallo store, il luogo dove Leroy Merlin ha da sempre insegnato ai propri clienti come prendersi cura della propria casa, alla sede delle ONG in cattivo stato di manutenzione. Trasformando i clienti, a loro insaputa, in volontari è così riuscita a dar una nuova vita a più di 50 associazioni per bimbi abbandonati, scuole, centri per gli anziani e rifugiati. • La campagna ha generato attività di volontariato tra i dipendenti e tra i clienti • La campagna ha generato passaparola organico tra i prospect sul problema specifico • La campagna ha dato vita a un movimento che ha mobilitato il target specifico, per esempio, in azioni collettive o coordinate in più città /paesi, con grandi manifestazioni pubbliche • Altri brand si sono associati alla campagna • La campagna ha raccolto l’attenzione dei policy makers generando un cambiamento a livello istituzionale.

    LAVAZZA | Tierra Hands

    A supporto del lancio di ¡Tierra! Bio-Organic, è stata realizzata una campagna di comunicazione integrata che prevede una campagna TV con uno spot da 45”, 30” e 15” che, sulle note di Ben Harper, racconta il viaggio del chicco di caffè biologico attraverso una serie di videoproiezioni che alternano uomo e ambiente in maniera del tutto naturale e sorprendente.

    Fondazione Buzzi | Assenza di Gravità

    La Fondazione Buzzi sostiene le attività dell’Ospedale dei Bambini di Milano con la costruzione di un nuovo HUB di 7 piani per le emergenze e le cure di ultima generazione. La campagna pro bono rivolta a tutti ha l’obiettivo di raccogliere, entro 3 anni, la somma di 10 milioni di euro per dotare il nuovo HUB dei macchinari e delle tecnologie necessarie. La strategia risponde a una necessità chiara: far sentire i bimbi protagonisti di un mondo spaziale creato per loro. Tutto ruota attorno alla gravità, intesa sia come la forza magnetica che regola i meccanismi dello spazio, ma anche come la gravità della situazione, relativa ai percorsi e alle terapie che tanti bambini sono costretti ad affrontare ogni giorno. Per questo il progetto racconta un mondo in assenza di gravità. I comandanti di questa missione sono proprio i bambini: supereroi a tutti gli effetti per la forza con cui ogni giorno affrontano le cure e la degenza in ospedale. Il contenitore dello spazio permette una declinazione totale, multicanale, ma soprattutto incentrata sulla Fondazione Buzzi come un luogo spaziale, un centro di eccellenza e umanizzazione specializzato in una cosa straordinaria: il futuro dei bambini. Tantissimi gli strumenti a supporto della campagna: affissioni, adv print, spot video e radio, una landing page ad hoc per la raccolta fondi, l’sms solidale, la campagna 5×1000 e la campagna lasciti. In pochi mesi sono già stati raccolti 5 milioni di euro. Se vince questa campagna vincono tutti: i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i donatori, tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a questo straordinario progetto, ma soprattutto vincono i bambini.

    Montana | Lezioni di etichetta

    “Lezioni di etichetta” di Rai Pubblicità è stato il primo programma pubblicitario, inteso come spot video e audio, dedicato ai temi della trasparenza e ai bisogni identificati intorno alla Buona Industria e al Consumo Consapevole. Si tratta di un format di comunicazione educational e seriale, che supporta l’azione di comunicazione e la costruzione della relazione con le persone sviluppando più appuntamenti/lezioni/soggetti. L’azienda Cremonini ha affidato al progetto Be Transparent e al format ad esso collegato Lezione di etichetta il compito di presentare un nuovo prodotto, la prima “Carne in Gelatina con Dichiarazione Ambientale di Prodotto”. L’obiettivo era di accrescere la reputazione di Montana promuovendo la conoscenza e il consumo consapevole e contrastando, attraverso un’informazione credibile ed accessibile, le fake news relative agli impatti ambientali della carne bovina.

    UGL | Lavorare per vivere

    In Italia il triste fenomeno delle “morti bianche” ha toccato negli ultimi due anni picchi altissimi in continua crescita (1029 nel 2017 e 1133 nel 2018). Tuttavia, manca ancora una cultura della sicurezza ed azioni specifiche che vadano nella direzione della formazione dei dipendenti o di controlli puntuali sui luoghi di lavoro. Il tour nato nel 2018 ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul triste fenomeno delle ‘morti bianche’. Sagome bianche a grandezza naturale, in ricordo dei morti sul lavoro: nel 2019 sono state installate 1133 sagome e nel 2018 1029. Il roadshow noto sui social con l’hashtag #lavorarepervivere ha toccato le principali piazze italiane + 1 tappa estera (per gli emigrati italiani morti nell’incendio di una miniera).

    LAVAZZA | River

    Campagna internazionale Lavazza che comunica il caffè sostenibile proveniente dall’Amazzonia e dal Perù, certificato Tainforest Alliance e UTZ.

    Con una qualità così elevata di messaggi la giuria ha dato voti altissimi a quasi tutte le campagne. E tu come avresti votato? esprimi il tuo parere inviandoci una mail!

    Ecco cosa ne pensa Luca Lorenzini, giurato alla prima edizione del Premio La Comunicazione che fa Bene.

    E’ stato un onore per me partecipare alla giuria del primo Premio per la Comunicazione che fa Bene. Noi, in quanto comunicatori, abbiamo gli strumenti per aiutare i brand a diffondere messaggi positivi e di cambiamento. Dobbiamo però ricordare che la comunicazione da sola non basta. E’ infatti fondamentale che un brand dimostri un impegno reale e realizzi azioni concrete in linea con i messaggi che diffonde.

    Luca Lorenzini Co-founder & Executive Creative Director SMALL New York

    Gli fa eco Celeste Righi Ricco:

    Partecipare alla giuria per la premiazione dei progetti di “La comunicazione che fa bene” è stato molto interessante e personalmente arricchente. Ho scoperto tante realtà che si impegnano a cambiare le cose, ed è stato difficile scegliere tra alcuni progetti, che erano tutti molto validi e di grande impatto sociale ed ambientale. Questa esperienza mi ha fatto imparare ancora di più quanto la comunicazione, se fatta bene ed in modo trasparente, possa servire da tramite tra le imprese e la società per sensibilizzare ancora di più le persone riguardo all’importanza di una transizione sostenibile.  E’ necessario promuovere progetti che, per quanto semplici, abbiano un approccio innovativo nella gestione delle risorse e nel coinvolgimento delle comunità locali. 

    Celeste Righi Ricco Co-Founder and Public Relations Manager at Change For Planet

    Dal momento che sei arrivato fino a qui
    La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno.  Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con un piccolo contributo. Grazie!

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    COMUNICAZIONE CHE FA BENE / Tendenze
  • Blue Ocean. l’opportunità e la responsabilità di interagire con i mari

    Blue Ocean. l’opportunità e la responsabilità di interagire con i mari

    L’8 giugno si celebra la Giornata mondiale degli Oceani , un’occasione per riflettere sull’importanza degli oceani nel nostro ecosistema e sul ruolo che ogni membro della collettività deve assumere per interagire con gli oceani in modo sostenibile

    La pesca è un’industria che dà lavoro a più di 200 milioni di persone, molte nei Paesi in via di sviluppo e il pesce è il 17% della fonte proteica mondiale. 

    Ogni anno vengono pescate 2,5 milioni di tonnellate solo per l’industria del tonno in scatola ed è un mercato in continua crescita nel tempo. Ciò significa che il pescato totale aumenterà, saranno necessarie più navi, la capacità delle navi dovrà crescere. L’industria del tonno è una tra quelle con i requisiti normativi più severi proprio in funzione della necessità di preservare le risorse.

    Per alcuni anni, Greenpeace ha valutato le 11 marche di tonno più comuni sugli scaffali dei supermercati italiani, che rappresentano circa l’80% del mercato, sulla base delle loro politiche di sostenibilità e salvaguardia delle specie catturate, dei metodi di pesca utilizzati e delle informazioni che forniscono ai consumatori . 

    Nell’ultima edizione, molti hanno dimostrato di lavorare per una pesca sostenibile e trasparente, ma c’è anche chi continua a dipendere completamente dalla pesca intensiva e lesiva dei diritti umani

    Lo stato dell’arte

    Mareblu (Thai Union Company)  è un brand attivamente coinvolto nella pesca sostenibile, in particolare dopo le indagini svolte da Greenpeace, che l’accusava di essere “seriamente implicato in orrendi diritti umani e abusi ambientali”. L’’obiettivo per Thai Union Copany è di raggiungere entro il 2020 la tracciabilità completa per tutti i prodotti ittici, riducendo il rischio di pesca intensiva, e garantendo che siano soddisfatti standard elevati lungo tutta la filiera. In europa stanno lavorando per ottenere la certificazione Marine Stewardship Council (MSC) e la certificazione Aquaculture Stewardship Council (ASC) in tutta la catena di approvvigionamento della Thai Union Europe.

    As do Mar, in base al proprio impegno a “non acquistare tonni catturati nelle riserve marine o in aree destinate a diventarlo”  affermano di operare solo in zone dove lo stock non è stato sovrasfruttato, rispettando così le linee guida FAO. Inoltre, garantiscono la piena tracciabilità di tutti i tonni, sgombri e salmoni che utilizzano. Sono inoltre impegnati nel rispetto dei metodi di pesca utilizzando solo i più selettivi e con il minor impatto. Inoltre, in rispetto dei diritti umani, sostengono l’occupazione e l’economia locale. La sostenibilità dei loro prodotti è certificata da “Friend of the Sea” la cui missione è la promozione di prodotti da pesca e acquacoltura sostenibili e per questo, in conformità con le linee guida della FAO, Friend of the Sea ha definito criteri di certificazione altamente selettivi.

    Callipo, azienda italiana nata nel  1913 si è da sempre impegnata in progetti di CSR sia a sostegno della ricerca scientifica, sia per il diritto all’istruzione, tanto che nel 2006 il loro CEO ha vinto il premio Ernst and Young “Imprenditore dell’anno” per il suo lavoro sulla “consapevolezza della comunità locale e capacità di favorire la crescita della sua azienda attraverso programmi continui e coerenti volti a supportare e sviluppare la cultura, l’arte, l’ambiente e la vita sociale” Sul loro canale YouTube hanno pubblicato una serie chiamata “Storie di Famiglia” che si concentra sulle persone che lavorano all’interno dell’azienda. 

    Nato negli anni ’60, Rio Mare non ha impiegato molto a diventare un nome noto nelle famiglie di tutta Italia, ed oggi si attesta come leader mondiale nel settore, anche grazie all’acquisizione del 100% del capitale della Tri Marine di Singapore, un’azienda di trading del tonno. Dell’acquisizione pochi hanno parlato (un comunicato, senza numeri). Secondo cifre non ufficiali ma attendibili il fatturato netto aumenterà i tra i 600 e i 650 milioni on top degli oltre 2 miliardi di euro (55% dalla divisione food) del 2018 (con un utile di 225 milioni di euro). 

    Rio Mare è stato uno dei membri fondatori della International Seafood Sustainability Foundation, il cui scopo è perseguire lo sfruttamento sostenibile degli oceani. 

    Il loro sito web enfatizza particolarmente la  “Qualità Responsabile“, un programma CSR creato dal Bolton Group per la pesca sostenibile. Mentre sui social media, come youtube e Instagram, i contenuti sono più legati a temi di salute e benessere, sport e ricette. 

    Nel 2018 Rio Mare ha intrapreso una campagna, “La bambina e L’oceano”, al fine di comunicare le loro attività sostenibili e la decisione di collaborare con il WWF. Si tratta di una serie di video con protagonista una bambina di nome Ondina che inizia un viaggio guidato dal suo amico Oceano. L’avventura la porta nel Triangolo dei Coralli, in un meraviglioso viaggio attraverso immagini di animazione e filmate. Ondina imparerà che le bellezze dell’Oceano vanno tutelate e rispettate, e scoprirà l’importanza dell’impegno di Rio Mare con WWF per una pesca sostenibile. 

    Il video La Bambina e l’oceano (soggetto, sceneggiatura e editing di Tiziana Martini) ha l’obiettivo evidente di  comunicare le proprie attività sostenibili in modo che tutti possano comprendere l’importanza del tema, con l’intuizione che, per quanto la sostenibilità sia un tema di interesse per un largo pubblico, il modo in cui fino ad ora è stato veicolato dalle imprese resta ostico e difficile da capire. Al contrario, La bambina e l’Oceano, parlando con il linguaggio della fiaba, coinvolge il target delle mamme (RA – Responsabili di acquisto).

    Tutela del tonno, diritto dell’uomo

    La pesca del tonno è una delle più redditizie al mondo, eppure le violazioni dei diritti umani sono endemiche, compresi il lavoro forzato, la schiavitù, la tratta di esseri umani e il lavoro minorile.

    Un rapporto del giugno 2019 –  Out of Sight: Modern Slavery in Pacific Supply Chains of Canned Tuna,  realizzato dal Business & Human Rights Resource Center, che analizza i più grandi distributori di tonno al mondo, rileva che le aziende di questa industria non riescono a sostenere le loro politiche con azioni pratiche. La maggior parte degli intervistati richiede che i fornitori aderiscano ai moderni standard di lotta alla schiavitù, e tre (tra cui Tri Marine) hanno riferito di avere una politica propria, clausole contrattuali specifiche nei loro accordi con i fornitori, che vieti l’uso di lavoro forzato. Tuttavia, è difficile definire come queste aziende applichino i controlli: il Business & Human Rights Resource Center ha lamentato la scarsità delle informazioni fornite e l’assenza di prove che accertassero l’esistenza di procedure di due diligence consolidate ed efficaci:  18 società hanno indicato di condurre una qualche forma di due diligence – ma Tri Marine non ha fornito alcuna informazione sui propri processi di due diligence sui diritti umani. 

    È evidente, analizzando la strategia digital del marchio Rio Mare, che l’obiettivo è trasferire a tutti gli stakeholder il concetto di responsabilità a 360 gradi. L’impegno sembra essere sincero, ma la posta in gioco altissima. Diritti umani, salvaguardia delle specie, tutela dei mari, sono risultati che dovrebbero essere raggiunti come industria, mercato intero, guidato da leader visionari, sovversivi quasi. 

    Leggi anche l’intervista a Giuseppe Morici CEO Bolton Group

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    Author: elena grinta

    Mi occupo di comunicazione da 20 anni, ho lavorato nel marketing di grandi aziende internazionali e italiane e conosco i meccanismi della persuasione pubblicitaria. Ho deciso di investire il mio know how e le mie competenze per usare le risorse che hanno a disposizione le aziende (investimenti ma anche capitale umano) nella trasformazione positiva. Perché agli studenti di tutto il mondo a cui insegno Purpose Brands in Università Cattolica voglio poter dare sempre più esempi di aziende virtuose che hanno investito per il futuro, di tutti (e ce ne sono già molte!). Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse.


    INCHIESTE / Tendenze
  • Welcome To The H2H Era! Danone as a Bcorp

    Welcome To The H2H Era! Danone as a Bcorp

    Danone, the French food giant, has decided to undergo the BCorp certification, which is a real challange, considering that  Danone is listed on the stock exchange  and that failure to achieve this goal could have negative repercussions on the company, adding only “paperwork and unnecessary restrictions” [1] . Instead, the CEO Emmanuel Faber has announced to want to reach the necessary parameters to the certification and to become a B Corp within 2030 , after that also Danone North America – the eighth branch of Danone (and the largest) – has become a B Corporation certified. Danone North America is Danone’s 8th subsidiary to become a Certified B Corporation. Some critics say that filing as a B adds unnecessary paperwork and restrictions. But for brands looking to connect with growing consumers, B Corp’s status establishes integrity and builds consumer goodwill.

    A danger that is worth running, Faber said, because ” certification has received great support from employees and has won over skeptical investors” [2], as well as having instilled confidence in the banks, which they renegotiated at a lower loan of two billion euros [3] .

    Emmanuel Faber fully embodies the role of the corporate activist , when he declares that he wants to be a promoter of a “Food Revolution”[4] and urges the industry to join a “movement” that aims to “the adoption of healthier products and of sustainable eating habits “[5] .

    ” Food sovereignty  for us means giving up control and restoring power to people, and how credible would we be to tell our consumers if we didn’t start with our employees?”[6] , Faber asks.

    To be credible as a ‘brand activist’, all stakeholders, starting with employees, should embody the values ​​of the company and its ideology. “The purpose can become marginal if you don’t work at it. Therefore, it is essential to give people the responsibility to make the brand responsible for its goals and philosophy. “[7]

    The new era of ‘people powered brands’ is no longer just a consumer at the center program, but a paradigmatic transformation from Business-to-Consumer to Human-to-Human (from B2C to H2H).

    Here’s how the ‘legal person’ can become a ‘natural person’: through the hundreds of faces, personalities, dreams that constitute the ‘workforce’ of every business reality. Bryan Kramer, who first used the expression H2H, says  Businesses do not have emotion. People do. People want to be part of something bigger than themselves. People want to feel something. People want to be included  [8] It is not just a ‘social media’ strategy [9] where it is sufficient to show the team behind the product and the magic is done. No. All human resources must be involved and treated as Resources, and Humans. One of the biggest mistakes you can make is investing huge budgets in campaigns to activate your customers and not invest effectively in internal communication, making little effort to tell your story and your progress within the company. Showing the social impact that the company is having can be highly effective when it is measurable and closely linked to the company’s operations.

    We hope that Danone, once he has obtained the B Lab certification, will promote a 360 ° sustainable revolution, setting the pace for the other players, perhaps starting from the plastic issue. Perhaps then they will think twice about launching “innovative products” like Eletrolytes Evian for millennials [10] or Mickey Mouse water for children . The oceans will be thankful.

    [1] https://www.forbes.com/sites/simonmainwaring/2018/09/28/business-building-lessons-from-the-largest-b-corp-in-the-world/#70e5f19379f4

    [2]  https://it.businessinsider.com/b-corp-un-new-model-of-capitalism-good-for-state-that-create-value-for- all-the-societa-only-only -for-the-shareholders /

    [3] https://www.reuters.com/companies/DANO.D

    [4] https://www.just-food.com/interview/how-danones-manifesto-is-shaping-its-corporate-activity-just-food-interview-part-two_id137131.aspx

    [5] https://www.marketingweek.com/danone-repositioning-manifesto-brand/

    [6] The whole concept behind food sovereignty is for us to surrender control and give the power back to people, and how credible would it be to say to our consumers if we don’t start with our employees? “

    [7] https://www.marketingweek.com/danone-repositioning-manifesto-brand/

    [8] https://bryankramer.com/there-is-no-more-b2b-or-b2c-its-human-to-human-h2h/

    [9] The Value of Getting Personal on Social Media

    [10] We re-ignited our evian brands in the US through the innovative #Iwanna campaign featuring Maria Sharapova, Madison Keys, Luka Sabbat and many inspiring micro-influencers across the country. Engagement was 20 times higher than traditional campaigns, reaching over 18 million consumers.

    Author: elena grinta

    I have been dealing with communication for 20 years, I have worked in marketing for large international and Italian companies and I know the mechanisms of advertising persuasion. I decided to invest my know-how and my skills to use the available resources of companies (budgets but also human capital) in positive transformation. Because to students from all over the world I teach at Purpose Brands in Catholic University I wish to give more and more examples of virtuous companies that have invested for the future, of everyone (and there are already many!). Because if we watch, without acting, without taking responsibility, we have no excuse.

  • Gender Inequality. Storytelling through images

    Gender Inequality Storytelling Through Images and the Role of Brands

    Stefano Stranges is a photographer from Turin who was born in 1978. In 2012, he attended the master class of the Magnum agency focused on reportage photography with particular interest in social projects.
    In one of his exhibitions called “Le bambine salvate,” Stranges was able to help raise awareness of the gender inequality problem in India by showing the lives of Indian girls. Some of the problems he shed light on included violence against women, forced marriages, rape, and general discrimination. Stranges has visited the villages where most of them come from and portrayed intimate, dramatic, and unexpectedly joyful moments.

    “My projects and my work start with the social and sociological approach and are determined by the empathy between my subject and me.”

    His photos are not posed. On the contrary, he portrays the typical day of an Indian girl at her house. In all of them you see young teenagers taking care of two or three children in their homes while their husbands are not around. They all share the same dream: to become successful independent working women.

    If a fourth child is a female, a popular superstition regards it as a sign of misfortune: Indhumati, born after a male and two females, would have been sacrificed if Terre des Hommes had not intervened. She today is 19 years old and studies computer science. She wants to become a teacher and devote herself to the children of less well-off families. She is very proud of her personal story. “The infamy of killing little girls must never be repeated,” she says.

    Karthiga, an 18-year-old girl and child of four, had another destiny: she got married with the boy next door and for this she had to interrupt her studies. Her day is divided between the child, the domestic tasks, and the calf to be cared for, all under the supervision of her mother-in-law.

    Harini, last of three sisters, lives with her parents in two rooms without windows built on the back of her father’s barber shop. Her passion for the studio transformed the house walls into sheets for notes. She studied civil engineering and dreamed of becoming governor of the Salem District. “God blessed us when he changed our mind and did not allow us to kill her as soon as she was born,” says her mother, who works for Terre des Hommes today.

    This dream for an Indian girl is very challenging to obtain; and for Stranges, it was not an easy task to describe.

    Two of my students from Università Cattolica had the opportunity to see “Le bambine salvate” exhibition on the field trip study during my course. One is from Germany, the other from Ecuador: two completely different countries and realities. Coming from diverse backgrounds made them perceive the exhibition in different ways and awakened different feelings.

    Constanze (German) said, “For me it was sad to see how gender inequality is still so strong and inclement in some corners of the world that it can even get to the point to kill little girls just to avoid paying for their education and life. However, when I saw the picture of the founder and director of Terre des Hommes Core, I felt a glimpse of hope for the Indian women. I knew that just the fact that one organization was already stepping up for women and their cause is already a good sign and way of getting to a better world. Coming from Germany where there are many independent and successful working women, it is really shocking to see these. I remember I was walking one day into a kindergarten to pick up one of my nieces and was surprised of the important number of fathers picking up the kids. I thought I was going to see more mothers, but this was not the case. I think people from India deserve to achieve this equity standard that Germany enjoys nowadays. In Germany women and men are almost equal. There are a lot of women who are responsible for their own works, families, and houses, just as men in India.”

    Isabel replied “For me, coming from Ecuador, the images of Stranges were realities I see everyday when walking around my city. The exhibition reminded me of the town where I go to the beach. Once, on a Saturday morning, I went to a bakery and there were only women working in the neighborhood. I found this weird and then I heard they were all complaining about how lazy their husbands were. I think gender inequality in Ecuador is different than in India, but it is still present. In this small-town, men take advantage of women in every way. They go out to party and get very drunk. As a consequence the following day they cannot work, and their wives must take care of their houses, children, the mess from last night, and even their work responsibilities. They think they are the rulers and because of this their wives must do all they asked them to. This is very wrong, because responsibilities should be divided equally. It should be as in Germany, where both women and men work, clean, and pick up children from school. A place where men also do laundry and go grocery shopping.”

    After discussing our different points of views, students mentioned the United Colors of Benetton campaign called #Unitedbyhalf that is committed to fighting gender inequality around the world, especially in Indian. It is a gender equality campaign that shows the many capabilities of Indian women and how they are the other half of the country. This means that not only the half of the country made up by men is able to achieve wonderful things, but women, the other half, are also capable of achieving highly.

    They also mentioned Ariel’s #sharetheload campaign about men sharing the laundry load with women. These two big brands are notable examples of gender equality promotions. Also, they incentive oppressed women to fight for themselves and their rights and give hope of a better and more equal world.

    While listening to their discussion, I thought both Ariel and Benetton are examples of ‘Purposewashing.’ I do prefer brands like Patagonia against Benetton because of its purpose (and I’m not alone), which is not just a matter of cause related marketing: Patagonia really does believe in what it does, because the company was born with it in its DNA. But at the same time I think we need to distinguish marketing/communication strategies and business strategies/processes.

    I have then shared with all my students this question: Considering communication as a persuasive tool, what should brands do? Should they try more efficient ways to sell their products (even with AI, etc.) or could they also create debate on social issues (eg. Dove, Ariel, etc.)? In other words, should brands create more meaningful ads (like Persil “Free the Kids”) even while they still have horrible impacts on the environment (with plastic waste, water consumption, etc.)?

    Le Bambine salvate Exhibition 2nd-8th  March 2019|  Fabbrica del Vapore

    Author: elena grinta

    I have been dealing with communication for 20 years, I have worked in marketing for large international and Italian companies and I know the mechanisms of advertising persuasion. I decided to invest my know-how and my skills to use the available resources of companies (budgets but also human capital) in positive transformation. Because to students from all over the world I teach at Purpose Brands in Catholic University I wish to give more and more examples of virtuous companies that have invested for the future, of everyone (and there are already many!). Because if we watch, without acting, without taking responsibility, we have no excuse.