gli amministratori aziendali, nuovi eroi

C’era un tempo in cui i consumatori non conoscevano nemmeno il nome di un Amministratore Delegato aziendale (The Big Boss). Oggi sono diventati i ​​’nuovi Eroi’.

Gli amministratori aziendali come Nuovi Eroi

Gli AD non sono più percepiti come capi ma come leader. La capacità di accettare i rischi e dirigere i processi decisionali sono alcuni punti distintivi degli amministratori delegati di oggi. Un caso esemplare di leadership è quello di Bob Chapman, AD di Barry-Wehmiller, che ha dovuto affrontare la crisi del 2008, e il conseguente ridimensionamento del personale. Sorprendendo tutti, decise di non licenziare nessuno, affermando che le persone contano più di ogni altra cosa e che probabilmente c’era una soluzione migliore che non implicava l’allontamanento dei lavoratori. Arrivò perfino a dichiarare:

“Cosa farebbe una famiglia premurosa di fronte a una crisi?” La risposta mi venne facilmente: i membri della famiglia farebbero tutti un piccolo sforzo per evitare che qualcuno subisca una perdita drammatica “.

Avevano bisogno di risparmiare 10 milioni di dollari, ma Bob si è rifiutato di licenziare. Così ha escogitato una soluzione per cui ogni dipendente, dal segretario all’Amministratore Delegato, doveva fare una vacanza non retribuita di 4 settimane. Ma è stato il modo in cui Bob ha annunciato il programma che ha stupito, ha detto: “dovremmo tutti soffrire un po’ quindi nessuno di noi deve soffrire molto”. Hanno finito per risparmiare 20 milioni di dollari.

8 consumatori su 10 vogliono conoscere l’opinione degli amministratori aziendali

Il ruolo essenziale degli AD nella valutazione della sostenibilità del business  aziendale è innegabile ed è fondamentale per il suo successo: una ricerca di Edelman mostra che “il 79% dei consumatori si aspetta che l’AD di un’azienda si esponga personalmente condividendo i propri obiettivi e la propria visione.”

Quindi è estremamente importante per gli amministratori delegati prendere posizione su questioni sociali e ambientali. Dovrebbero anche essere la forza trainante della sostenibilità all’interno dell’organizzazione, come dimostrato da The Drum e dall’agenzia di marketing globale B2B, in una recente analisi dal titolo: Mind The Gap: gli esperti di marketing e l’analisi di sostenibilità

Patagonia è un ‘Purpose Brand’

Prendamo Patagonia, un noto marchio di abbigliamento sportivo con circa 1300 dipendenti, fondato negli anni ’70 da Yvon Chouinard, un esempio di imprenditore con “impronta umanista”. Nel 2011 durante il Black Friday, Patagonia ha invitato i consumatori a “Non comprare questa giacca”, uno slogan rivoluzionario e controcorrente, che promuoveva un consumo responsabile, a seguito della campagna “detox” di Greenpeace volta a scoraggiare l’uso di prodotti tossici (DWR, PFOA) nel settore dell’abbigliamento outdoor.
In attesa di trovare una valida alternativa al polimero C8 altamente inquinante utilizzato per impermeabilizzare i tessuti, la società di Chouinard ha scoraggiato l’acquisto (e quindi la produzione) di nuovi capi. Per sostenere la campagna stampa, Patagonia ha promosso “Le storie che indossiamo”, una piattaforma di contenuti che ha rafforzato l’invito a un consumo responsabile. Anche se per Patagonia è relativamente nuovo l’utilizzo del content marketing, la sua strategia è stata legata alla sua visione sostenibile sin dall’inizio.

Nel suo libro “Società Responsabile”, Chouinard offre una serie di esempi su come condurre la propria attività senza causare danni alla terra, affermando:

“Non ho mai voluto fare affari. Ma sono finito a creare Patagonia perchè è la mia risorsa per fare qualcosa di buono. E’ un modo per dimostrare che le aziende possono condurre una vita morigerata.”

Molte aziende stanno dimostrando di avere le risorse e la leadership necessarie per fare la differenza in una società globale in cui i problemi sembrano aumentare. I “giochi di potere” dei partiti politici non consentono ai governi di essere sufficientemente forti e credibili agli occhi dei loro cittadini e nemmeno in grado di risolvere le emergenze universali, dalla povertà ai problemi ambientali.

E’ arrivato il momento per le aziende di intervenire.

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Author: elena grinta

Sono giornalista con una passione per le nuove tendenze. Ho oltre 20 anni di esperienza nella comunicazione. Far nascere una start-up "for benefit" ha cambiato per sempre la mia vita professionale (e personale). Ho lavorato in diversi reparti di marketing e ho capito che meglio facevo il mio lavoro, peggio impattavo sulle persone e sul pianeta. Ho quindi considerato il Marketing un'"arma" che poteva essere usata a beneficio di tutti gli esseri umani (Cialdini è stato estremamente utile in quel momento ;-)). Ho lasciato il mio lavoro ben retribuito come direttore e ho avviato una start-up innovativa disposta a far sapere meglio alle persone se quando i marchi parlano della loro responsabilità sociale o ambientale dicono la verità. Tutti possono cercare e indagare sul web ma nessuno lo fa! perché è noioso e prende tempo. E se potessimo farlo noi per te ?! Ecco come è nato BeIntelligent! Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse.


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