La comunicazione ‘purpose driven’ (o comunicazione che fa bene) viene spesso associata al ‘cause related marketing‘ (marketing associato a una causa), eppure non sono esattamente la stessa cosa. La prima (purpose driven communication – PDC) ha come obiettivo di porre l’attenzione su un tema di rilevanza sociale o/e ambientale, dalla prospettiva del brand (la marca come attore sociale, interprete di istanze e valori di cui è ‘portatore sano’); la seconda (CRM) ha come obiettivo quello di concorrere alla causa di un operatore sociale (di solito un ONG, un’associazione benefica etc.) di cui percepisce il valore, ma che non necessariamente costituisce il suo DNA – tanto che spesso le cause e gli organismi cambiano di anno in anno.
Quello a cui stiamo assistendo oggi è l’avvento del “cause related marketing 2.0“, in cui la causa sostenuta dalla azienda non è necessariamente quella di un ente di beneficenza, ONG, Associazione… bensì una tematica sociale o ambientale fortemente legata alla strategia di marketing aziendale.
Burger King e Barbie : esempi di Cause related marketing 2.0
Prendiamo ad esempio l’hackvertising, una strategia del pluripremiato Direttore Marketing Fernando Machado, che ha lanciato alcune delle campagne più interessanti degli ultimi anni, tra cui Dove’s Real Beauty sketches
Fernando Machado definisce Hackvertising lo strumento grazie al quale, come gli Hackers individuano il loro target (un sistema da hackerare), lo studiano, trovano una breccia per ‘romperlo’ e poi procedono all’attacco, così i brand possono penetrare uno specifico spirito del tempo per diventare parte della cultura popolare e ottenre grandi risultati.
brands can hack into a specific zeitgeist to become a part of pop culture and deliver great results.
Ad esempio, in “Net neutrality” Burger King ha svolto il ruolo di “hacker” su un argomento di interesse pubblico (la presunta neutralità del web) creando consapevolezza presso i cittadini e sollevando l’attenzione dell’opinione pubblica su un problema che minacciava di essere oscurato. Con questo progetto, Burger King dimostra che i marchi, grazie alla loro voce, alla loro capacità di essere ascoltati, possono indirizzare lo sguardo dei cittadini verso questioni attuali urgenti rivestendo un ruolo di ‘sentinella del popolo’.
Prendiamo ora ad esempio la recente strategia di Barbie che, secondo Alaina Crystal di AMV BBDO, ha le sue radici nelle parole di Ruth Hander, creatrice di Barbie :
“the little girl could be anything she wanted to be”.
A partire da questo ‘purpose’ così contemporaneo, e forse un po’ dimenticato, nel 2016 Mattel ha trasformato le ‘misure’ di Barbie in risposta alle acerrime critiche di un modello ideale ampiamente superato; sempre nel 2016 ha comunicato un messaggio positivo di empowerment delle ragazze con la campagna “Imagine the possbilities” e nel 2017 con il sequel “dads who plays Barbie” ha rotto i pregiudizi dei papà che non giocano con le bambole.
Comunicazione che fa bene o deviazione dell’attenzione?
Per le aziende comunicare i propri valori attraverso campagne ‘purposeful’ è una grossa opportunità, ma anche una grande sfida, in un clima di sfiducia, in cui 6 consumatori su 10 non si fidano di un marchio finché non hanno visto prova concreta che l’azienda ha mantenuto le proprie promesse.
E così, campagne come Net Neutrality o Imagine the possibilities possono essere giudicate dai consumatori come un tentativo di “attention deflection“, ossia un tentativo di focalizzare l’attenzione su una tematica sociale nel tentativo di distrarre i consumatori dalla assente/scarsa responsabilità su altri temi.
Ugualmente, se guardiamo ai ristoranti fast food, l’impatto sull’ambiente del processo di produzione, consegna, cottura e confezionamento degli alimenti è enorme e secondo alcune fonti citate dal Guardian il mangime per animali di Burger King proviene da terre deforestate in Brasile e Bolivia. Secondo il report realizzato da Mighty Earth le aziende fast food non stanno facendo abbastanza per prevenire la deforestazione nelle aree in cui operano e non offrono incentivi finanziari che stimolino il processo di cambiamento.
Anche se è apprezzabile lo sforzo di Mattel e Burger King verso l’identificazione di un consumatore più consapevole, mi rendo conto che esiste un potenziale pericolo nell’eccessiva semplificazione – al limite banalizzazione – di ’cause’ complesse (come l’emancipazione delle bambine o l’ingerenza nell’informazione di Big players) che sono supportate dalle aziende a fini commerciali (vendere più hamburger per esempio).
Il tema è anche di auto-reponsabilizzazione: se non iniziamo ad informarci al di là di ciò che le aziende vogliono mostrarci, non saremo in grado, come consumatori e cittadini consapevoli, di esigere un atteggiamento più responsabile nei confronti del nostro pianeta. L’unico modo per spingere le aziende a cambiare è agire (anche attraverso una scelta di consumo consapevole) informandoci sulle loro strategie di sostenibilità.
Le aziende da cui desideriamo comprare fanno davvero cio’ che dicono?
Altrimenti, è ora di cambiare discorso.
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Dal momento che sei arrivato fino a qui La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno. Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con unpiccolo contributo. Grazie!
Mi occupo di comunicazione da 20 anni, ho lavorato nel marketing di grandi aziende internazionali e italiane e conosco i meccanismi della persuasione pubblicitaria. Ho deciso di investire il mio know how e le mie competenze per usare le risorse che hanno a disposizione le aziende (investimenti ma anche capitale umano) nella trasformazione positiva. Perché agli studenti di tutto il mondo a cui insegno Purpose Brands in Università Cattolica voglio poter dare sempre più esempi di aziende virtuose che hanno investito per il futuro, di tutti (e ce ne sono già molte!). Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse. View all posts by elena grinta
Ecofriendly. Organico. Naturale. Fast? 1 Giugno, 2020 Ecofriendly. Organico. Naturale. Verde. Questi termini vengono spesso vengono spesso utilizzati per pubblicizzare…
IKEA continues its commitment to the defense of minorities against social issues: after the communication campaign against gender inequality and domestic violence in 2018, in February 2019 launched one against cyberbullying and May as against discrimination against the LGBT community
His commitment was rewarded at Cannes with a Lion grand prix Health & Wellbeing (health and wellness) thanks to product innovation created by Mccann Tel Aviv aimed at improving the social impact of Ikea products making them accessible to people with disabilities
All the campaigns mentioned so far are so-called cause-related marketing initiatives, that is advertising that supports social causes, and that represent the values of the brand (and suggest how the brand wants to be seen by its consumers)
Initiatives that also aim to correct the perception of the brand modified by some news that created a backlash like that of the single mother of two children – one of whom is 100% disabled – fired by the company (the judge’s sentence then confirmed the provision ) or the accusations of age discrimination in some stores in the United States [1]
Not only social in the Swedish giant brand communication: in order to align with the goals of sustainable development in the 2030 Agenda, Ikea developed with DDB Group Italy ” minds of change: we support the idea of changing ” an advertising campaign which promotes the initiative of those Italians who propose to improve the environment in response to the ecological emergency. In this perspective, Ikea has announced that starting from 2020 it will distribute only recycled plastic products or products made from renewable materials in its stores and that by 2030 it will reduce the impact of each marketed product by 70%.
Ikea is active in promoting responsible consumption styles and a stronger environmental awareness , as well as making us reflect and take a stand on controversial and debated issues of high social value, always connecting with the theme of the home. It is no coincidence that Ikea has embraced a strategy called ” People & Planet Positive “, for which sustainability and social activism take the form of projects and actions that allow more and more people to have a better, healthier and future-oriented daily life. Planet, explains a press release issued on the occasion of the 30th anniversary in Italy . “The ambition to improve the daily life of the majority of people has guided us in these first 30 years in Italy. We are proud to continue to do so every day together with our 7,500 employees and over 40 million customers who have chosen us only in the last year – says again in the statement Assunta Enrile, Country Retail Manager and Country Sustainability Manager of Ikea Italia -.We look at the present and the future with optimism, thinking about how to continue to be close to the people and the challenges they are facing, in social and environmental terms, remaining faithful to the idea of democratic design. Ikea, in fact, will continue to be at the forefront of these issues, because we are convinced that change also comes from small daily gestures and that design can help us live better in our homes, in society and on the planet that is our common home “.
Ikea has shown in recent years to be attentive to ecology, investing in product innovation, in particular on one of the ‘main’ raw materials of its furniture: wood. Ikea has been committed since 2016 to obtain 100% of wood from ecological sources [2] and works with environmental associations (such as the WWF) to develop a more sustainable market for wood and cotton [3]
The ecological policy is also applied to address the problem of pollution generated by indoor toxic substances, because it is at home that we are exposed to 95% of pollutants, according to a study by the National Renewable Energy Protection Association. The Swedish giant says it does not use flame retardant chemical solutions normally used in furniture (to have a certain level of fire resistance) to the benefit of more sustainable solutions such as wool [4]
And it is always with this in mind that in 2019, together with a team of engineers, designers and specialists, universities in Europe and Asia, Ikea designed the curtains that purify the air : GUNRID , made in a fabric that ‘dissolves’ common pollutants indoor air, such as formaldehyde. This fabric consists of a mineral-based photocatalytic coating that is applied to the fabric. If activated by light, both internal and external, GUNRID breaks the common indoor air pollutants. The GUNRID air purification tent will be available in IKEA stores in 2020. It is one of the first IKEA products to deal with indoor air pollution, but probably not the last.
The importance of ethical communication
If it is essential that the multinationals today promote dialogue on important issues such as bullying, gender inequality, homophobia, it is equally fundamental that they do not do it to deflect attention from their potentially harmful or bad practices, what in jargon is called ‘attention deflection’. It is a current topic, at a time when many citizens are worried about their future, and companies communicate their ‘green’ and social commitment like never before
Surely the adv campaigns created by Ikea in the world have the ability to make sustainability exciting, encourage users to move from intention to action, are new because they challenge the status quo, are Nurturing as they focus on the needs of Others, and inclusive and Respectful of all humans, they avoid discrimination
Despite their efforts of innovation and communication , for greater environmental sustainability and a maximum responsibility towards its consumers , to which Ikea would like to facilitate everyday life, the Swedish company risks a fine such as that assigned to FCA and Starbucks . By the end of the year, in fact, the European Commission, which has been investigating since 2017 on Inter IKEA Systems, will have to communicate its position regarding a 2016 report presented by the Greens in the European Parliament.
According to Reuters reports , the authorities would like to repress tax agreements granted to Inter Ikea Systems, from the Netherlands
Inter IKEA Systems is the owner of the intellectual property of the Ikea brand and concept, Inter IKEA System is part of Inter IKEA Holding based in Luxembourg, which belongs to a company in the Netherlands Antilles
Inter IKEA Systems commented by e-mail to Reuters that ” like all other companies that work under the IKEA brand, Inter IKEA Systems BV undertakes to pay taxes in accordance with laws and regulations, wherever it operates. We believe that even in these cases we have paid the correct amount of taxes ”.
In fact, as Forbes also points out, the practices that derive from the corporate establishment of entities that hold the intellectual property of a trademark are not illicit and indeed allow the company to save taxes and customers to enjoy quality products at affordable prices.
According to the Greens’ report, this’ saving ‘would amount to one billion euros
The information is also reported in the online company database D&B Hoovers [5] , which considers several branches of the company that could be used for tax avoidance purposes at high risk.
independently of the decision of the European Commission, Ikea’s commitment could be extended to allow all interested parties to discover the company’s decisions : what are the benefits that European consumers will derive from the decision to create a complex corporate system as far as legal that yes, as Forbes affirms, allows the abatement of prices on the shelf, but creates a loss to the treasury for each country that goes from 35% less collected in Belgium to 64% of France?
Allowing the consumer to have all the information to help him make an conscious purchase decision is an act of responsibility that every company that decides to embrace the ‘Communication forGood ‘ should do, so that sustainability could be a genuine, integrated practice ( not bolted on)
[1] a report on the Business and Human Rights website entitled “USA: the employee filed a lawsuit against Ikea for alleged age discrimination; incl. company statement “and dated February 2019, stated:” Ikea was hit with its fifth lawsuit in just over a year in US courts, claiming age discrimination. ”
[2] The IKEA Sustainability Report 2016 stated: “All the wood used in IKEA products comes in accordance with the IKEA IWAY standard Forestry Section. In Exercise 18 we expanded the IWAY forestry section to include paper-based materials, bamboo in non-industrial applications, rattan and wood-plastic composites. For more information on IWAY, see pages 46-47. Furthermore, we aim to obtain 100% of the wood we use from more sustainable sources: Forest Stewardship Council ™ (FSC ™) or recycled. In financial year 18 we obtained 85% of our wood from these sources, from 77% in fiscal 17 “.
[3] On the WWF website, on a page called “WWF and IKEA Transforming Business for People and Planet”, it was declared: “WWF and IKEA are working together to safeguard and manage valuable natural resources and transform the business for the benefit of people and the planet. Through commitment, innovation and defense, the partnership is driving the development of more sustainable cotton and timber markets. ”
[4] on the IKEA website in the “IKEA Frequently Asked Questions” area it is specified “The IKEA approach to chemicals is to add them only if necessary. IKEA undertakes to refrain completely from the use of chemical flame retardants in our products and instead use techniques and materials with flame retardant properties, eg. lanaAll brominated flame retardants were gradually eliminated from IKEA furniture production in 2000. ”
[5] D&B Hoovers was founded by Gary Hoover and Patrick Spain in 1990 as an American research company that provides information on companies and industries through their main product platform called “Hoover’s”. Today its database contains information on over 300 million companies with 30,000 global data sources updated 5 million times a day
Author: elena grinta
I have been dealing with communication for 20 years, I have worked in marketing for large international and Italian companies and I know the mechanisms of advertising persuasion. I decided to invest my know-how and my skills to use the available resources of companies (budgets but also human capital) in positive transformation. Because to students from all over the world I teach at Purpose Brands in Catholic University I wish to give more and more examples of virtuous companies that have invested for the future, of everyone (and there are already many!). Because if we watch, without acting, without taking responsibility, we have no excuse. View all posts by elena grinta
La Giornata dei diritti umani si celebra ogni anno il 10 dicembre, ovvero l’anniversario del giorno in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani. Nel 2018, la Giornata dei diritti umani segna il 70 ° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e il tema prescelto è “stand up for the human rights”.
Ho pensato quindi di proporre in questo articolo il punto di vista di due donne determinate e tenaci che che hanno portato le proprie testimonianze al Festival dei diritti Umani organizzato a MIlano quest’anno.
Hindou Oumarou Ibrahim è una donna della comunità Mbororo in Ciad e un’attivista ambientale. Al festival dei diritti umani è venuta per per parlare dei problemi del cambiamento climatico nel suo paese. In Ciad, in 50 anni, il 90% dell’acqua è scomparsa e le temperature raggiungono i 55 ° C in estate rendendo la vita della gente indigena impossibile.
Ma Hindou Oumarou Ibrahim al Festival ha portato molto di più di una testimonianza sull’importanza di ridurre le nostre emissioni per far fronte all’innalzamento delle temperature. Hindou è venuta ad esporre le avversità che affliggono il suo Paese con enorme coraggio. Uno straordinario coraggio che le è stato dato dalla comunità in cui è cresciuta. Questa comunità le ha insegnato ad affrontare molte ingiustizie nel mondo, in particolare quelle riguardanti le donne in generale e le donne indigene in particolare .
Nelle comunità indigene del Chad infatti le donne assumono la responsabilità della sicurezza del villaggio perché gli uomini emigrano nelle metropoli per cercare lavoro durante la stagione secca. In questo modo le donne diventano le custodi delle risorse naturali, della conoscenza e della cultura tradizionali, e devono trasmettere il loro sapere ai giovani rimasti. Ma la loro società è basata ancora su un modello patriarcale ed è davvero difficile per le donne trovare il loro posto perché, benché abbiano le stesse responsabilità, sono trattate in modo diverso dagli uomini. Per lei, è nelle relazioni internazionali che le donne devono combattere di più per far sentire la propria voce
«Dobbiamo dare la possibilità alle donne di parlare senza freni”
Ibrahim spera che il suo lavoro incoraggi le persone a conoscere e comprendere i problemi che ancora impediscono il totale rispetto dei diritti umani, oltre a pensare all’importante equilibrio tra l’umanità e l’ecosistema. Ma soprattutto, spera che il suo lavoro aiuti ad aumentare il potere delle donne, in modo che entrambi i sessi possano raggiungere gli stessi obiettivi sociali e ambientali
In fondo, il modo migliore in cui possiamo mettere le persone al primo posto è abbracciando l’idea che tutte le vite hanno lo stesso valore.
Nara Baré è una donna indigena del Brasile. Lavora in un’organizzazione internazionale che combatte per la salvaguardia dei diritti dei gruppi indigeni. Si sveglia ogni giorno e cerca di raggiungere il suo scopo nella vita: rendere visibili gli indigeni.
Baré spiega come gli indigeni siano evitati dal governo brasiliano, in particolare a proposito dei progetti agricoli che riguardano la loro vita, i loro terreni e l’ambiente. Proteggere la “Pachamama”, la madre Terra, sta diventando ogni giorno più impegnativo a causa dei processi di urbanizzazione, agricoltura e sfruttamento del suolo. Secondo il suo racconto, in Brasile le autorità invadono costantemente la foresta amazzonica per sviluppare progetti al solo fine di generere profitti. Nara Baré ricorda di aver fatto molte manifestazioni mentre era adolescente in difesa della foresta Amazzonica, manifestazioni in cui erano coinvolti uomini, donne e bambini, tutti insieme per dimostrare al governo che tutti gli esseri umani sono uguali, capaci di tutto e allo stesso tempo dipendenti dalle decisioni del governo. Anche se erano coinvolti dei bambini, le autorità brasiliane contrattaccavano questi gruppi con violenza, armi e bombe. Li trattavano come animali. Ancora oggi, dice Narà, gli indigeni sono come invisibili agli occhi del Paese. Esistono 365 gruppi indigeni in Brasile che parlano più di 260 dialetti. Ma non hanno neanche un membro che li rappresenti al Parlamento.
Per questo Nara Baré ha creato il movimento Terra Livre in Brasile, parte di un’organizzazione internazionale che lavora anche in Messico, Colombia e Filippine. Gli attivisti si prendono cura dell’ecosistema mentre combattono attivamente per i diritti dei gruppi indigeni contro le autorità.
Attraverso Terra Livre stanno combattendo per ottenere membri rappresentativi nel Parlamento, per mantenere le loro tradizioni – che il governo vuole eliminare imponendo loro il cristianesimo – e per sopravvivere a un genocidio.
“Chi protegge la madre terra non è un criminale, chi protegge la vita e i diritti umani non è un criminale, chi rompe le barriere e alcune frontiere per combattere per la terra non è un criminale”.
Grazie per il prezioso contributo a: Julie robledo, Isabel Márquez de la Plata, Haley Velez
Dal momento che sei arrivato fino a qui La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno. Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con unpiccolo contributo. Grazie!
Mi occupo di comunicazione da 20 anni, ho lavorato nel marketing di grandi aziende internazionali e italiane e conosco i meccanismi della persuasione pubblicitaria. Ho deciso di investire il mio know how e le mie competenze per usare le risorse che hanno a disposizione le aziende (investimenti ma anche capitale umano) nella trasformazione positiva. Perché agli studenti di tutto il mondo a cui insegno Purpose Brands in Università Cattolica voglio poter dare sempre più esempi di aziende virtuose che hanno investito per il futuro, di tutti (e ce ne sono già molte!). Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse. View all posts by elena grinta
Ecofriendly. Organico. Naturale. Fast? 1 Giugno, 2020 Ecofriendly. Organico. Naturale. Verde. Questi termini vengono spesso vengono spesso utilizzati per pubblicizzare…
In occasione del World Environment Day celebrato il 5/06/2019 vogliamo dedicare un approfondimento monografico a una strategia di comunicazione che prevede l’utiilzzo del cosidetto branded entertainment
Il 17 gennaio 2019 su National Geographic è andato in onda SECRETS OF THE GARDEN, un documentario di mezz’ora che racconta la straordinaria storia dei Royal Botanic Gardens, Kew.
Herbal Essences è il brand promotore di questa iniziativa di branded entertainment creata con l’obiettivo di portare ai consumatori maggiore trasparenza e fiducia negli ingredienti che entrano nei prodotti Herbal Essences bio: renew.
Con oltre 8,5 milioni di specie nelle loro vaste collezioni, i Royal Botanic Gardens, Kew è uno dei luoghi più ricchi di biodiversità al mondo e una delle principali autorità nel campo della scienza delle piante.
Lo speciale illustra come i botanici di Kew siano in grado di svelare continuamente gli incredibili segreti del variegato regno vegetale. Gli spettatori vengono accompagnati in un viaggio attraverso i giardini e i laboratori dove incontrano gli scienziati che identificano l’esclusiva “impronta botanica” di ogni specie utilizzata nella collezione di Herbal Essences bio: renew.
La professoressa Monique Simmonds, vice direttrice di Kew Gardens e vera pioniera della scienza botanica, sottolinea il potere unico delle piante in relazione al mondo della bellezza e sottolinea perché Herbal Essences è il primo marchio globale per la cura dei capelli approvato di Kew.
Oltre allo speciale personalizzato di 30 minuti, National Geographic ha prodotto una serie di brevi video che fungono da filler, un backstage che porta i visitatori dietro le quinte di Kew e una strategia di contenuti sui social.
Per Herbal Essence la collaborazione con Key royal garden parte dalla certificazione di qualità dell’ingrediente principale che caratterizza il prodotto: “ quando mettiamo una noce di cocco sulla nostra bottiglia, significa che c’è davvero cocco lì dentro. Tipo, vero cocco”, ma va ben oltre:
“Siamo entusiasti di collaborare con un’istituzione che condivide la nostra passione per la protezione del pianeta e delle sue persone.”
Essendo il Key Royal Garden riconosciuto internazionalmente non solo per la approfondita conoscenza delle piante ma anche per i loro sforzi di conservazione e protezione della biodiversità, Herbal Essence acquisisce agli occhi del telespettatore un enorme vantaggio, collocandosi tra i difensori della Natura.
Effettivamente Herbal Essences nel tempo ha ottenuto riconoscimenti per i suoi ingredienti e prodotti sostenibili e per il suo sforzo a ridurre il proprio impatto ambientale. Come menzionano sul loro sito web “Herbal Essences è orgogliosa ed entusiasta di essere riconosciuta da PETA, People for the Ethical Treatment of Animals, come un marchio cruelty free.” Inoltre, Herbal Essences è diventato il primo marchio per la cura dei capelli nel settore largo consumo a soddisfare i severi standard ecologici di EWG Verified ™. Il che significa che due shampo tra tutti quelli della linea bio: renew sono stati certificati dall’organizzazione per non contenere ingredienti o sostanze chimiche preoccupanti e che quei 2 prodotti soddisfano standard elevati per la salute dei consumatori.
Acquisita da P&G nel 2001, nel 2004, Herbal Essences era “In un lungo processo di declino ” secondo Bloomberg. Nel 2006 l’azienda era di fronte a 3 scelte: “ abbandonarlo, disinvestirlo o, francamente, reinventarlo e resuscitarlo” P&G ha scelto il terzo, mettendo insieme un team di marketing, ricerca e sviluppo e designer per aiutare a far rivivere la linea. La loro nuova strategia si rivolge alla “Generazione Y” attraverso un prodotto di nuova formulazione sostenibile, e che utilizza principalmente i canali di comunicazione online
Il riposizionamento di HE ricade nella più ampia strategia di P&G, che ha da tempo dichiarato che il suo obiettivo è “che il 100% dei marchi leader possa consentire un consumo responsabile”.
Parlando nello specifico di Herbal Essences, l’approccio alla sostenibilità si divide in tre diversi segmenti:
Energie rinnovabili: il brand afferma che dal 2016 acquistano elettricità rinnovabile certificata da fonti eoliche per i loro stabilimenti in Iowa. Secondo il loro sito web, “il programma Green-e’s® certifica che l’ energia rinnovabile che acquistiamo soddisfa i severi standard di protezione ambientale e tutela dei consumatori stabiliti dal Center for Resource Solutions Dal 2010, i nostri siti di produzione di Herbal Essence in tutto il mondo hanno ridotto il consumo di energia di circa il 9% e le emissioni di gas di oltre il 15%.“
Ridurre gli sprechi di produzione = l’Iowa City Beauty Care Facility è certificata come” Zero Manufacturing Waste to Landfill”, il che significa che la fabbrica composta, ricicla e implementa il recupero energetico dei rifiuti, evitando che vengano trattati nelle discariche.
Riduzione del consumo di acqua = “Stiamo compiendo uno sforzo concertato per proteggere la risorsa più preziosa del nostro mondo. Dal 2010 al 2016, i nostri siti Herbal Essences in tutto il mondo hanno ridotto il consumo totale assoluto di acqua di oltre il 20% e questo è solo l’inizio. “ (però nessuna notizia specifica chiara viene fornita di come o dove.)
Nel 2018 per aumentare l’intenzione di acquisto e posizionare il marchio come una scelta più intelligente e più naturale nella cura dei capelli, Herbal essence si era affidata a Meredith per alimentare la conversazione tra le donne millennial ingaggiandole sul tema dell’equilibrio tra avere un bell’aspetto e sentirsi bene. la campagna video intitolata Common Scents (con evidente richiamo a ‘common sense’) aveva l’intento di spingere le consumatrici a fare scelte personali leggendo le etichette dei prodotti, celebrando così la capacità di una donna di decidere cosa farà e cosa non farà parte della loro vita, parte della loro salute e parte del loro futuro. Per innescare la conversazione Meredith ha attinto a una ampia gamma di talenti: da micro-influencer a famose attrici e ha chiesto loro non solo di apparire nei video, ma anche di condividere la conversazione sulle proprie piattaforme.
E’ evidente il forte legame che si instaura tra questa e le precedenti campagne di comunicazione di P&G, volte a connettersi alle emozioni dello spettatore. Esempi chiari sono i film che approcciano i problemi di parità di genere come Ariel “Share the Load”, Always “#Likeagirl”, le campagne “Change Destiny” di SKII e “Live Fearlessly” di Olay. Queste campagne utilizzano tecniche di narrazione emotiva per coinvolgere gli spettatori e consentire loro di connettersi all’aspetto umano e affidabile del brand.
Nonostante gli sforzi in PR e comunicazione , HE non sembra però convincere al 100% i consumatori e glli analisiti più attenti.
Allure, popolare rivista di bellezza, ha pubblicato un articolo intitolato “16 stupefacenti prodotti per la cura dei capelli di marchi naturali e biologici”. Tra i 16 marchi e prodotti nominati Herbal Essences non ha ricevuto nessuna menzione: Sembra difficile per Herbal Essences bio: renew essere competitiva sul mercato ‘green’ a causa della significativa presenza di marchi realmente 100% bio. piuttosto, la strategia rende più competitivo il marchio presso un pubblico generalista non particolarmente attento ai temi ecologici e alla naturalità del prodotto. infatti, le opinioni del pubblico su marchio Herbal Essences sono estremamente positive, hanno elogiato il ritorno alle radici del brand e la maggior parte delle persone considera gli shampoo Herbal Essence sostenibili. Una pletora di articoli positivi sui media, blog e recensioni di prodotti / aziende suggeriscono che Herbal Essences ha un forte seguito presso la comunità online.
Tuttavia non mancano alcune inchieste più critiche che mettono in dubbio la completa sostenibilità dei loro prodotti. Ad esempio, la giornalista Melanie Warner ha condotto un’intervista con Len Sauer, vicepresidente della sostenibilità globale di P&G, per scoprire la verità sulle iniziative sostenibili di P&G. A domanda precisa, Sauer ha risposto affermando che P&G’s ha agito sull’innovazione sostenibile per “motivi competitivi”. confermando quindi il sospetto che si tratti di campagne di pubbliche relazioni utilizzate per battere i concorrenti
La giornalista ha portato l’attenzione sulle sfide della ‘chimica verde’ sottolineando che nessuna delle iniziative sostenibili di P&G affronta il problema
Devra Lee Davis, direttore del Center for Environmental Oncology presso l’Università di Pittsburgh, afferma che “P&G sta facendo un buon lavoro nel ridurre i suoi gas serra…. ma allo stesso tempo utilizza ingredienti cosmetici come gli ftalati, che potrebbero avere un impatto negativo sui nostri figli e nipoti.“I prodotti a marchio P&G come lo shampoo Herbal Essences contengono livelli relativamente elevati di 1,4-diossano, una sostanza chimica che è stata caratterizzata come probabile cancerogeno per l’uomo dall’EPA (United States Environmental Protection Agency) e bandita dai prodotti per la cura personale nel Unione Europea. Sauers è sembrato evasivo affermando che P&G effettua valutazioni approfondite su tutte le sostanze chimiche per garantire che siano sicure
Tuttavia, quando l’Unione Europea ha classificato il dibutilftalato (DBP) come tossico per la riproduzione nel 2004 e ne ha vietato l’uso nei cosmetici e nei prodotti per la cura personale, P&G è stata costretta a riformulare i prodotti,
Naturalemnte, l’uso di queste sostanze chimiche nocive è stato omesso ai clienti, dando un’immagine di ingredienti naturali. Promuovere e immagine di prodotti naturali e utilizzare sostanze chimiche di questo tipo indica una comunicazione fuorviante nei confronti del proprio pubblico e pone un punto interrogativo sul fatto che i loro prodotti siano effettivamente sostenibili
La loro confezione indica visivamente, con elementi come foglie o piante che i loro prodotti sono naturali, così come affermazioni come “0% silicone, 0% parabeni e 0% colorante” nel prodotto potrebbero suggerire che si tratta di un prodotto naturale.
Secondo il sito web di Global Glow Organic invece “Quando la lista degli ingredienti del prodotto è studiata in dettaglio, mostra che contiene molti ingredienti dannosi per l’ambiente e per noi. Questi includono Sodium Laureth Sulfate che può causare pelle secca e pruriginosa, così come Cocamidopropyl Betaine, che si sospetta sia una tossina ambientale. Molto fuorviante per i consumatori che cercano prodotti ecologici, tutti naturali “.
Il Sustainability Journal afferma inoltre che su 22 ingredienti elencati sul sito web di Herbal Essences per la loro linea bio: renew , solo 4 sono effettivamente naturali. Quindi, promuovere Herbal Essences Bio: Renew come uno shampoo totalmente green e sostenibile è fuorviante e non accurato.
Sciencedirect.com ha analizzato Herbal Essence e lo ha confrontato con uno shampoo tutto naturale realizzato nel loro laboratorio. Dopo aver effettuato l’analisi, la loro conclusione è stata che lo shampoo fatto in laboratorio con ingredienti naturali al 100% aveva lo stesso efficacia sulla pulizia, ma senza le conseguenze negative dello shampo commercializzato da P&G, in particolare, “i tensioattivi vengono aggiunti allo shampoo principalmente per l’azione schiumogena e detergente, ma il loro uso regolare porta a secchezza dei capelli, perdita di capelli, irritazione del cuoio capelluto e degli occhi”.
The Sustainability Savvy Journal ha sollevato alcuni dubbi sul fatto che Herbal Essences non abbia pubblicato gli studi condotti per dimostrare che i loro prodotti sono privi di sostanze chimiche e portano i benefici naturali reclamizzati.
La collaborazione con Key Gardens sembra essere un’ottima strategia per alimentare nel consumatore l’idea di sostenibilità del brand, tuttavia il solo fatto che solo 2 prodotti della linea bio:renew siano stati certificati da ESW significa che la strada verso la totale naturalità di Erbal Essences sia ancora lunga.
Speriamo che gli investimenti in PR e comunicazione spesi con Meredith e National Geographic, siano pari a una piccola percentuale rispetto agli investimenti in ricerca e sviluppo per ottenere prodotti 100% naturali.
Dal momento che sei arrivato fino a qui La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno. Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con unpiccolo contributo. Grazie!
Mi occupo di comunicazione da 20 anni, ho lavorato nel marketing di grandi aziende internazionali e italiane e conosco i meccanismi della persuasione pubblicitaria. Ho deciso di investire il mio know how e le mie competenze per usare le risorse che hanno a disposizione le aziende (investimenti ma anche capitale umano) nella trasformazione positiva. Perché agli studenti di tutto il mondo a cui insegno Purpose Brands in Università Cattolica voglio poter dare sempre più esempi di aziende virtuose che hanno investito per il futuro, di tutti (e ce ne sono già molte!). Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse. View all posts by elena grinta
Ecofriendly. Organico. Naturale. Fast? 1 Giugno, 2020 Ecofriendly. Organico. Naturale. Verde. Questi termini vengono spesso vengono spesso utilizzati per pubblicizzare…
Blue Ocean. l’opportunità e la responsabilità di interagire con i mari
07 Giugno 2019
L’8 giugno si celebra la Giornata mondiale degli Oceani , un’occasione per riflettere sull’importanza degli oceani nel nostro ecosistema e sul ruolo che ogni membro della collettività deve assumere per interagire con gli oceani in modo sostenibile
La pesca è un’industria che dà lavoro a più di 200 milioni di persone, molte nei Paesi in via di sviluppo e il pesce è il 17% della fonte proteica mondiale.
Ogni anno vengono pescate 2,5 milioni di tonnellate solo per l’industria del tonno in scatola ed è un mercato in continua crescita nel tempo. Ciò significa che il pescato totale aumenterà, saranno necessarie più navi, la capacità delle navi dovrà crescere. L’industria del tonno è una tra quelle con i requisiti normativi più severi proprio in funzione della necessità di preservare le risorse.
Per alcuni anni, Greenpeace ha valutato le 11 marche di tonno più comuni sugli scaffali dei supermercati italiani, che rappresentano circa l’80% del mercato, sulla base delle loro politiche di sostenibilità e salvaguardia delle specie catturate, dei metodi di pesca utilizzati e delle informazioni che forniscono ai consumatori .
Nell’ultima edizione, molti hanno dimostrato di lavorare per una pesca sostenibile e trasparente, ma c’è anche chi continua a dipendere completamente dalla pesca intensiva e lesiva dei diritti umani.
Lo stato dell’arte
Mareblu (Thai Union Company) è un brand attivamente coinvolto nella pesca sostenibile, in particolare dopo le indagini svolte da Greenpeace, che l’accusava di essere “seriamente implicato in orrendi diritti umani e abusi ambientali”. L’’obiettivo per Thai Union Copany è di raggiungere entro il 2020 la tracciabilità completa per tutti i prodotti ittici, riducendo il rischio di pesca intensiva, e garantendo che siano soddisfatti standard elevati lungo tutta la filiera. In europa stanno lavorando per ottenere la certificazione Marine Stewardship Council (MSC) e la certificazione Aquaculture Stewardship Council (ASC) in tutta la catena di approvvigionamento della Thai Union Europe.
As do Mar, in base al proprio impegno a “non acquistare tonni catturati nelle riserve marine o in aree destinate a diventarlo” affermano di operare solo in zone dove lo stock non è stato sovrasfruttato, rispettando così le linee guida FAO. Inoltre, garantiscono la piena tracciabilità di tutti i tonni, sgombri e salmoni che utilizzano. Sono inoltre impegnati nel rispetto dei metodi di pesca utilizzando solo i più selettivi e con il minor impatto. Inoltre, in rispetto dei diritti umani, sostengono l’occupazione e l’economia locale. La sostenibilità dei loro prodotti è certificata da “Friend of the Sea” la cui missione è la promozione di prodotti da pesca e acquacoltura sostenibili e per questo, in conformità con le linee guida della FAO, Friend of the Sea ha definito criteri di certificazione altamente selettivi.
Callipo, azienda italiana nata nel 1913 si è da sempre impegnata in progetti di CSR sia a sostegno della ricerca scientifica, sia per il diritto all’istruzione, tanto che nel 2006 il loro CEO ha vinto il premio Ernst and Young “Imprenditore dell’anno” per il suo lavoro sulla “consapevolezza della comunità locale e capacità di favorire la crescita della sua azienda attraverso programmi continui e coerenti volti a supportare e sviluppare la cultura, l’arte, l’ambiente e la vita sociale” Sul loro canale YouTube hanno pubblicato una serie chiamata “Storie di Famiglia” che si concentra sulle persone che lavorano all’interno dell’azienda.
Nato negli anni ’60, Rio Mare non ha impiegato molto a diventare un nome noto nelle famiglie di tutta Italia, ed oggi si attesta come leader mondiale nel settore, anche grazie all’acquisizione del 100% del capitale della Tri Marine di Singapore, un’azienda di trading del tonno. Dell’acquisizione pochi hanno parlato (un comunicato, senza numeri). Secondo cifre non ufficiali ma attendibili il fatturato netto aumenterà i tra i 600 e i 650 milioni on top degli oltre 2 miliardi di euro (55% dalla divisione food) del 2018 (con un utile di 225 milioni di euro).
Rio Mare è stato uno dei membri fondatori della International Seafood Sustainability Foundation, il cui scopo è perseguire lo sfruttamento sostenibile degli oceani.
Il loro sito web enfatizza particolarmente la “Qualità Responsabile“, un programma CSR creato dal Bolton Group per la pesca sostenibile. Mentre sui social media, come youtube e Instagram, i contenuti sono più legati a temi di salute e benessere, sport e ricette.
Nel 2018 Rio Mare ha intrapreso una campagna, “La bambina e L’oceano”, al fine di comunicare le loro attività sostenibili e la decisione di collaborare con il WWF. Si tratta di una serie di video con protagonista una bambina di nome Ondina che inizia un viaggio guidato dal suo amico Oceano. L’avventura la porta nel Triangolo dei Coralli, in un meraviglioso viaggio attraverso immagini di animazione e filmate. Ondina imparerà che le bellezze dell’Oceano vanno tutelate e rispettate, e scoprirà l’importanza dell’impegno di Rio Mare con WWF per una pesca sostenibile.
Il video La Bambina e l’oceano (soggetto, sceneggiatura e editing di Tiziana Martini) ha l’obiettivo evidente di comunicare le proprie attività sostenibili in modo che tutti possano comprendere l’importanza del tema, con l’intuizione che, per quanto la sostenibilità sia un tema di interesse per un largo pubblico, il modo in cui fino ad ora è stato veicolato dalle imprese resta ostico e difficile da capire. Al contrario, La bambina e l’Oceano, parlando con il linguaggio della fiaba, coinvolge il target delle mamme (RA – Responsabili di acquisto).
Tutela del tonno, diritto dell’uomo
La pesca del tonno è una delle più redditizie al mondo, eppure le violazioni dei diritti umani sono endemiche, compresi il lavoro forzato, la schiavitù, la tratta di esseri umani e il lavoro minorile.
Un rapporto del giugno 2019 – Out of Sight: Modern Slavery in Pacific Supply Chains of Canned Tuna, realizzato dal Business & Human Rights Resource Center, che analizza i più grandi distributori di tonno al mondo, rileva che le aziende di questa industria non riescono a sostenere le loro politiche con azioni pratiche. La maggior parte degli intervistati richiede che i fornitori aderiscano ai moderni standard di lotta alla schiavitù, e tre (tra cui Tri Marine) hanno riferito di avere una politica propria, clausole contrattuali specifiche nei loro accordi con i fornitori, che vieti l’uso di lavoro forzato. Tuttavia, è difficile definire come queste aziende applichino i controlli: il Business & Human Rights Resource Center ha lamentato la scarsità delle informazioni fornite e l’assenza di prove che accertassero l’esistenza di procedure di due diligence consolidate ed efficaci: 18 società hanno indicato di condurre una qualche forma di due diligence – ma Tri Marine non ha fornito alcuna informazione sui propri processi di due diligence sui diritti umani.
È evidente, analizzando la strategia digital del marchio Rio Mare, che l’obiettivo è trasferire a tutti gli stakeholder il concetto di responsabilità a 360 gradi. L’impegno sembra essere sincero, ma la posta in gioco altissima. Diritti umani, salvaguardia delle specie, tutela dei mari, sono risultati che dovrebbero essere raggiunti come industria, mercato intero, guidato da leader visionari, sovversivi quasi.
Dal momento che sei arrivato fino a qui La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno. Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con unpiccolo contributo. Grazie!
Mi occupo di comunicazione da 20 anni, ho lavorato nel marketing di grandi aziende internazionali e italiane e conosco i meccanismi della persuasione pubblicitaria. Ho deciso di investire il mio know how e le mie competenze per usare le risorse che hanno a disposizione le aziende (investimenti ma anche capitale umano) nella trasformazione positiva. Perché agli studenti di tutto il mondo a cui insegno Purpose Brands in Università Cattolica voglio poter dare sempre più esempi di aziende virtuose che hanno investito per il futuro, di tutti (e ce ne sono già molte!). Perché se stiamo a guardare, senza agire, senza responsabilizzarci, non abbiamo scuse. View all posts by elena grinta
Ecofriendly. Organico. Naturale. Fast? 1 Giugno, 2020 Ecofriendly. Organico. Naturale. Verde. Questi termini vengono spesso vengono spesso utilizzati per pubblicizzare…
Danone, the French food giant, has decided to undergo the BCorp certification, which is a real challange, considering that Danone is listed on the stock exchange and that failure to achieve this goal could have negative repercussions on the company, adding only “paperwork and unnecessary restrictions” [1] . Instead, the CEO Emmanuel Faber has announced to want to reach the necessary parameters to the certification and to become a B Corp within 2030 , after that also Danone North America – the eighth branch of Danone (and the largest) – has become a B Corporation certified. Danone North America is Danone’s 8th subsidiary to become a Certified B Corporation. Some critics say that filing as a B adds unnecessary paperwork and restrictions. But for brands looking to connect with growing consumers, B Corp’s status establishes integrity and builds consumer goodwill.
A danger that is worth running, Faber said, because ” certification has received great support from employees and has won over skeptical investors” [2], as well as having instilled confidence in the banks, which they renegotiated at a lower loan of two billion euros [3] .
Emmanuel Faber fully embodies the role of the corporate activist , when he declares that he wants to be a promoter of a “Food Revolution”[4] and urges the industry to join a “movement” that aims to “the adoption of healthier products and of sustainable eating habits “[5] .
” Food sovereignty for us means giving up control and restoring power to people, and how credible would we be to tell our consumers if we didn’t start with our employees?”[6] , Faber asks.
To be credible as a ‘brand activist’, all stakeholders, starting with employees, should embody the values of the company and its ideology. “The purpose can become marginal if you don’t work at it. Therefore, it is essential to give people the responsibility to make the brand responsible for its goals and philosophy. “[7]
The new era of ‘people powered brands’ is no longer just a consumerat the center program, but a paradigmatic transformation from Business-to-Consumer to Human-to-Human (from B2C to H2H).
Here’s how the ‘legal person’ can become a ‘natural person’: through the hundreds of faces, personalities, dreams that constitute the ‘workforce’ of every business reality. Bryan Kramer, who first used the expression H2H, says “ Businesses do not have emotion. People do. People want to be part of something bigger than themselves. People want to feel something. People want to be included [8] It is not just a ‘social media’ strategy [9] where it is sufficient to show the team behind the product and the magic is done. No. All human resources must be involved and treated as Resources, and Humans. One of the biggest mistakes you can make is investing huge budgets in campaigns to activate your customers and not invest effectively in internal communication, making little effort to tell your story and your progress within the company. Showing the social impact that the company is having can be highly effective when it is measurable and closely linked to the company’s operations.
We hope that Danone, once he has obtained the B Lab certification, will promote a 360 ° sustainable revolution, setting the pace for the other players, perhaps starting from the plastic issue. Perhaps then they will think twice about launching “innovative products” like Eletrolytes Evian for millennials [10] or Mickey Mouse water for children . The oceans will be thankful.
[6] The whole concept behind food sovereignty is for us to surrender control and give the power back to people, and how credible would it be to say to our consumers if we don’t start with our employees? “
[10] We re-ignited our evian brands in the US through the innovative #Iwanna campaign featuring Maria Sharapova, Madison Keys, Luka Sabbat and many inspiring micro-influencers across the country. Engagement was 20 times higher than traditional campaigns, reaching over 18 million consumers.
Author: elena grinta
I have been dealing with communication for 20 years, I have worked in marketing for large international and Italian companies and I know the mechanisms of advertising persuasion. I decided to invest my know-how and my skills to use the available resources of companies (budgets but also human capital) in positive transformation. Because to students from all over the world I teach at Purpose Brands in Catholic University I wish to give more and more examples of virtuous companies that have invested for the future, of everyone (and there are already many!). Because if we watch, without acting, without taking responsibility, we have no excuse. View all posts by elena grinta
Gender Inequality Storytelling Through Images and the Role of Brands
Stefano Stranges is a photographer from Turin who was born in 1978. In 2012, he attended the master class of the Magnum agency focused on reportage photography with particular interest in social projects. In one of his exhibitions called “Le bambine salvate,” Stranges was able to help raise awareness of the gender inequality problem in India by showing the lives of Indian girls. Some of the problems he shed light on included violence against women, forced marriages, rape, and general discrimination. Stranges has visited the villages where most of them come from and portrayed intimate, dramatic, and unexpectedly joyful moments.
“My projects and my work start with the social and sociological approach and are determined by the empathy between my subject and me.”
His photos are not posed. On the contrary, he portrays the typical day of an Indian girl at her house. In all of them you see young teenagers taking care of two or three children in their homes while their husbands are not around. They all share the same dream: to become successful independent working women.
If a fourth child is a female, a popular superstition regards it as a sign of misfortune: Indhumati, born after a male and two females, would have been sacrificed if Terre des Hommes had not intervened. She today is 19 years old and studies computer science. She wants to become a teacher and devote herself to the children of less well-off families. She is very proud of her personal story. “The infamy of killing little girls must never be repeated,” she says.
Karthiga, an 18-year-old girl and child of four, had another destiny: she got married with the boy next door and for this she had to interrupt her studies. Her day is divided between the child, the domestic tasks, and the calf to be cared for, all under the supervision of her mother-in-law.
Harini, last of three sisters, lives with her parents in two rooms without windows built on the back of her father’s barber shop. Her passion for the studio transformed the house walls into sheets for notes. She studied civil engineering and dreamed of becoming governor of the Salem District. “God blessed us when he changed our mind and did not allow us to kill her as soon as she was born,” says her mother, who works for Terre des Hommes today.
This dream for an Indian girl is very challenging to obtain; and for Stranges, it was not an easy task to describe.
Two of my students from Università Cattolica had the opportunity to see “Le bambine salvate” exhibition on the field trip study during my course. One is from Germany, the other from Ecuador: two completely different countries and realities. Coming from diverse backgrounds made them perceive the exhibition in different ways and awakened different feelings.
Constanze (German) said, “For me it was sad to see how gender inequality is still so strong and inclement in some corners of the world that it can even get to the point to kill little girls just to avoid paying for their education and life. However, when I saw the picture of the founder and director of Terre des Hommes Core, I felt a glimpse of hope for the Indian women. I knew that just the fact that one organization was already stepping up for women and their cause is already a good sign and way of getting to a better world. Coming from Germany where there are many independent and successful working women, it is really shocking to see these. I remember I was walking one day into a kindergarten to pick up one of my nieces and was surprised of the important number of fathers picking up the kids. I thought I was going to see more mothers, but this was not the case. I think people from India deserve to achieve this equity standard that Germany enjoys nowadays. In Germany women and men are almost equal. There are a lot of women who are responsible for their own works, families, and houses, just as men in India.”
Isabel replied “For me, coming from Ecuador, the images of Stranges were realities I see everyday when walking around my city. The exhibition reminded me of the town where I go to the beach. Once, on a Saturday morning, I went to a bakery and there were only women working in the neighborhood. I found this weird and then I heard they were all complaining about how lazy their husbands were. I think gender inequality in Ecuador is different than in India, but it is still present. In this small-town, men take advantage of women in every way. They go out to party and get very drunk. As a consequence the following day they cannot work, and their wives must take care of their houses, children, the mess from last night, and even their work responsibilities. They think they are the rulers and because of this their wives must do all they asked them to. This is very wrong, because responsibilities should be divided equally. It should be as in Germany, where both women and men work, clean, and pick up children from school. A place where men also do laundry and go grocery shopping.”
After discussing our different points of views, students mentioned the United Colors of Benetton campaign called #Unitedbyhalf that is committed to fighting gender inequality around the world, especially in Indian. It is a gender equality campaign that shows the many capabilities of Indian women and how they are the other half of the country. This means that not only the half of the country made up by men is able to achieve wonderful things, but women, the other half, are also capable of achieving highly.
They also mentioned Ariel’s#sharetheload campaign about men sharing the laundry load with women. These two big brands are notable examples of gender equality promotions. Also, they incentive oppressed women to fight for themselves and their rights and give hope of a better and more equal world.
While listening to their discussion, I thought both Ariel and Benetton are examples of ‘Purposewashing.’ I do prefer brands like Patagonia against Benetton because of its purpose (and I’m not alone), which is not just a matter of cause related marketing: Patagonia really does believe in what it does, because the company was born with it in its DNA. But at the same time I think we need to distinguish marketing/communication strategies and business strategies/processes.
I have then shared with all my students this question: Considering communication as a persuasive tool, what should brands do? Should they try more efficient ways to sell their products (even with AI, etc.) or could they also create debate on social issues (eg. Dove, Ariel, etc.)? In other words, should brands create more meaningful ads (like Persil “Free the Kids”) even while they still have horrible impacts on the environment (with plastic waste, water consumption, etc.)?
I have been dealing with communication for 20 years, I have worked in marketing for large international and Italian companies and I know the mechanisms of advertising persuasion. I decided to invest my know-how and my skills to use the available resources of companies (budgets but also human capital) in positive transformation. Because to students from all over the world I teach at Purpose Brands in Catholic University I wish to give more and more examples of virtuous companies that have invested for the future, of everyone (and there are already many!). Because if we watch, without acting, without taking responsibility, we have no excuse. View all posts by elena grinta
Those pictures were taken in the middle of a walk in the city. These clearly show that from footwear to cosmetics to the most natural attraction humans have, food, the excess, hubris if you want to push it, is what characterizes the consumerist society. On the one hand, it shows the lack of responsibility in individual consumption as in the run for the new trend as well as it is considered as a sign of wealth and even development. On the other hand, those pictures raise a real sustainability issue in terms of production : for most of the products depicted, we know that terrible work conditions – going to child slavery in some cases, are methods put to use to get to the mass production and fit the consumerist society.
Note
The material excesses to which we are pushed in our society is what I chose to show is this contest with the help of my boyfriend who is as concerned as I am in those matters. In the picture, one can clearly distinguish different means of consumption that appeal to all genders and ages. What we wanted to emphasize here is the superficiality and hubris in the ranges and products on the shelves. As a couple, we try to be responsible consumption-wise, which is the reason why the pictures were taken very spontaneously.
Since you’re here… Our mission is to monitor Advertising to make certain that companies obey ethical standards of trustworthiness and transparency while communicating their commitment to addressing the great challenges of the New Millennium. From climate emergency to social inequality through all the issues included in the Sustainable Development Goals Agenda, we monitor the consistency of their statements, if they are ‘walking the talk’. With rising misinformation and commercial ownership, independent information is more and more rare. We think citizens deserve access to accurate analyses with integrity at their heart, so we can all make critical decisions about our lives, health and enviroment – based on fact, not fiction. Our editorial independence means our content agenda is set only to voice our opinions, supported by in-depth research, free from any political and commercial bias, never influenced by interested owners or shareholders (which we don’t have). It means we can stand up to mainstream and give a voice to those less heard. We hope this will motivate you to make a contribution in support of our open, independent journalism. Every reader contribution, however big or small, is so valuable. Support BeIntelligent from as little as €5 – and it only takes a minute.Thank you.
I am 22 years old and I am finishing my master’s degree in Management in June. I was born and raised in Paris, France, yet I have lived in Amsterdam and in Milan in the years 2018 and 2019. I think it is time for my generation and the generation before us to realize the struggles of our century. My biggest concern is the fight for gender equality, and most importantly nowadays the rights of women to dispose of their own bodies, which is far from being acquired. Mass consumption is another concern of mine, I think the problems linked to mass consumption and body image are tightly linked and it is something everyone could realize if they stopped for a second in front of a retail shop shelf. View all posts by Sarah Le Corff
With fishing tools becoming more and more effective, fishing activities across the globe are more intensive than ever. To maximise their profit, fishermen often go beyond what is environmentally sustainable. Fish populations cannot recover fast enough and in turn the sea’s natural resources are becoming depleted.
Sustainable fishing is the act of using fishing tools that minimize the impact on marine habitats and endangered species, as well as conserving the resources that are so important to human life.
TRAVELING RESPONSIBLY
“Develop and implement tools to monitor sustainable development impacts for sustainable tourism that creates jobs and promotes local culture and products” – #Envision2030
Tourism will never be completely sustainable as every industry has its impact, but it can work towards reducing the negative effects on the enviornment.
HOW?
– Give, the right way.
– Say no to plastic.
– Research your tour operators.
– Support the true local economy.
– Never buy wildlife products—period.
LIVE IN HARMONY WITH NATURE
“Ensure that people everywhere have the relevant information and awareness for sustainable development and lifestyles in harmony with nature”
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I’m a Vietnamese student and I’m currently studying in the Netherlands major in Business Communication Keen on how to live sustainable, I’m interested in anthropology, sciences and arts. My purpose is to spread the awareness about Sustainable and how to live more sustainability View all posts by chaunguyen
This series of five photos is meant to represent the beauty in the simplicity of the organic and healthy grown produce. “La Boqueria” is a perfect example of the epitome of sustainability in terms of food consumption and production. This photo reportage aims to represent the market in the most pleasant way possible, showcasing the foods bright colors and appealing presentation, while also representing how locals interact with the environment and how rewarding shopping locally and organically can be. The photos were taken in a sunny Saturday morning, my goal is that the viewer can sense the freshness and brightness of the fruits and nuts as I did in person.
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