Category: NEWS

  • Comunicazione che fa bene : Le campagne in lizza al Premio 2021

    Comunicazione che fa bene : Le campagne in lizza al Premio 2021 | Parte 1

    Quest’anno sono state ben 18 le campagne pubblicitarie iscritte al nostro premio che riceveranno l’insindacabile parere della giuria: quale sarà la vincitrice? in questo articolo le 6 campagne di BKT Tires, Corepla, HellaNetwork, Nastro Azzurro, Sorgenia, Too Good to Go.

    BKT-Tires | #Entraingioco

    In Italia 1,2 milioni di bambini vivono in povertà assoluta, non solo materiale e educativa, ma anche relazionale e affettiva. Per questa ragione BKT-Title, sponsor per il terzo anno della serie BKT, ha lanciato la campagna benefica #entraingioco con il supporto di Lega B, AIC , Havas Sports & Entertainment e Fondazione CESVI – impegnato globalmente nel contrasto alla violenza su bambini e adolescenti attraverso progetti di protezione dell’infanzia,e presente anche in Italia con la rete “IoConto”. L’iniziativa si è sviluppata negli stadi invitando i tifosi a donare (sia con donazioni libere che con un’asta benefica). Al termine dell’attività BKT ha devoluto al progetto il doppio dell’importo raccolto. A livello di comunicazione i risultati hanno contato oltre 110 mila spettatori live al calcio d’inizio di Salernitana-Virtus Entella, oltre 100 mila users sui canali social e più di 400 news pubblicate con l’hashtag #entraingioco.

    Too Good To Go Italy | #IlCiboNonSiButta

    L’App Too Good To Go ha scelto per il 2020, in occasione della Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, di lanciare una campagna con testimonial Carlo Cracco per aumentare la consapevolezza dei consumatori e coinvolgerli nella lotta contro il ‘cibo buttato’. Se da una parte il progetto contiene in sé un messaggio di carattere divulgativo e educativo, dall’altra si tratta di una vera e propria call to action che invita utenti, aziende, associazioni a raccontare sui canali social tutte le azioni contro lo spreco accompagnate dall’hashtag #IlCiboNonSiButta. “Ogni anno in Italia 15 miliardi di euro di cibo vengono sprecati, di cui 13 miliardi dovuti alla sfera quotidiana: una catastrofe in termini economici, etici e ambientali”, dichiara Eugenio Sapora, Country Manager di Too Good To Go. L’obiettivo è quindi quello di raggiungere il maggior numero di persone possibili, questo attraverso l’organizzazione nelle scuole di diversi laboratori antispreco e il coinvolgimento di ambassador, influencer e community appartenenti al mondo del food che hanno condiviso le proprie riflessioni sui canali social.

    Hella Network | #IoRestoaCasa

    Una campagna nata per sensibilizzare sulla parità di genere e il ruolo della donna. Durante il periodo di lockdown molte mamme sono state costrette a scegliere tra il lavoro e la famiglia poiché l’attività di cura genitoriale è per lo più a loro carico. La questione è culturale, sociale, ma anche politica: Hella Network sottolinea come siano ancora poche le soluzioni per la gestione dei figli messe a disposizione delle tante madri costrette, dunque, a fare delle rinunce soprattutto in ambito professionale. Lo stile utilizzato è provocatorio e gioca sugli stereotipi, ma non mancano le note informative che puntano a sensibilizzare il pubblico su altre problematiche di discriminazione come la disparità salariale, la precarietà e le opportunità di carriera. Grazie alle oltre 10.000 condivisioni organiche, la campagna è stata visualizzata da oltre un milione di persone ed ha avuto risonanza anche sui media più tradizionali fino ad arrivare oltre confine creando awareness su questo problema specifico.

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    Sorgenia | #sempre25novembre

    Nel 2018 e nel 2019, grazie alla collaborazione con La grande casa scs onlus, Sorgenia ha iniziato il suo impegno a sostegno delle donne vittime di violenza. Grazie a questa azione concreta intrapresa dall’azienda milanese, è stato possibile illuminare per un anno 23 case rifugio del Coordinamento nazionale della comunità d’accoglienza (Cnca). Nel 2020 l’iniziativa #sempre25novembre vuole portare l’attenzione dei giovani sull’argomento tramite il confronto con due testimonial d’eccezione, Ernia e Ema Stokholma, e il coinvolgimento delle scuole di secondo grado con la collaborazione di Parole_O Stili. Il progetto ha generato passaparola organico tra i prospect e più consapevolezza sul problema evidenziato. 

    https://www.sempre25novembre.sorgenia.it/

    Corepla | #DifferenziaConCorepla

    Il consorzio ha voluto coinvolgere i giovani compresi tra i 16 e 24 anni sbarcando sulla piattaforma social Tik Tok con la campagna #DifferenziaConCorepla. L’iniziativa ha coperto il periodo estivo e natalizio e ha coinvolto 16 noti influencer che hanno parlato di raccolta differenziata e riciclo di imballaggi in plastica. Il risultato sono 16 brevi video dal tono divertente e scanzonato che hanno puntato a sensibilizzare la Generazione Z. I due flight hanno totalizzato 12 milioni di visualizzazioni e 900.000 interazioni.

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    Nastro Azzurro | #UNABIRRAPERDOMANI

    Al centro dell’iniziativa  “Birra Peroni ChiAma Italia” lanciata da Nastro Azzurro – Birra Peroni troviamo una campagna di crowdfunding che intende sostenere le pmi della ristorazione italiane. Il meccanismo consiste nell’offrire una birra virtuale con una donazione minima di 3 euro sulla piattaforma eppela. L’azienda ha contribuito con un fondo di 250.000 euro e inoltre ha raddoppiato l’importo di ciascuna iniziativa privata. I partecipanti sono stati coinvolti nella campagna digitale tramite un emoji dedicata unita allo screenshot della donazione e naturalmente all’hashtag #unabirraperdomani. La campagna ha avuto un impatto sulla reputazione della marca e ha generato legittimità ad operare con i diversi interlocutori aziendali. 

    Scopri le altre campagne qui

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    La missione del nostro magazine online è scrivere di come le aziende stanno comunicando il loro impegno per affrontare le grandi sfide del Nuovo Millennio. Dall’emergenza climatica all’ineguaglianza sociale passando per tutte le tematiche incluse nell’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, grazie ad algoritmi di intelligenza artificiale, monitoriamo la congruità delle loro affermazioni, cioè se fanno quello che dicono. In un mondo in cui l’informazione veritiera è una merce sempre più rara, pensiamo che i cittadini meritino di avere accesso ad analisi accurate che hanno al centro l’integrità. La nostra indipendenza editoriale significa che la nostra agenda di contenuti viene declinata soltanto per dare voce alle nostre opinioni, sostenute da ricerche approfondite, liberi dall’influenza politica e commerciale di shareholders e proprietari milionari (che non abbiamo). Questo significa che possiamo esprimere opinioni in controtendenza e dare voce a chi ne ha di meno.  Speriamo che questo possa motivarti a sostenerci ogni giorno. Il contributo di ogni lettore, piccolo o grande che sia, è estremamente utile. Supporta BeIntelligent anche con un piccolo contributo. Grazie!

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    NEWS
  • Intelligent News

    Intelligent News | Novembre 2020

    In una risoluzione sul mercato unico sostenibile approvata da 20 persone (2 hanno votato contro, 23 si sono astenuti), i deputati chiedono alla Commissione Europea di garantire ai consumatori il “diritto alla riparazione” rendendo le riparazioni più attraenti, sistematiche ed efficienti in termini di costi. Chiedono inoltre alla Commissione di prendere in considerazione l’etichettatura di prodotti e servizi in base alla loro durata (ad esempio un contatore di utilizzo e informazioni chiare sulla durata stimata di un prodotto). Secondo Eurobarometro, il  77%  dei cittadini dell’UE preferirebbe riparare i propri dispositivi piuttosto che sostituirli e il  79%  pensa che i produttori dovrebbero essere tenuti a semplificare la riparazione dei dispositivi digitali o la sostituzione delle loro singole parti.

    È su questo principio del riuso e del diritto alla riparazione che si basa da alcuni anni la campagna Black Friday di Patagonia, che anche quest’anno non fa mancare la sua voce

    Patagonia Buy Less Buy Used Repair Campaign

    Nel 2011, Patagonia ha preso posizione contro il consumismo del Black Friday con un audace annuncio del New York Times che recava la frase “Non comprare questa giacca”. Questo Black Friday, Patagonia sta incoraggiando un altro cambiamento con il lancio di ‘Buy Less, Buy Used. Repair’, un’iniziativa di economia circolare che annuncia la fase successiva nell’evoluzione dell’azienda.

    Quello che è sensazionale, è che Patagonia ha creato un movimento nel movimento, incoraggiando altri brand a fare lo stesso.

    Ikea (si il gigante dei mobili a prezzo accessibile) durante il Black Friday ha lanciato un programma nel Regno Unito e in Irlanda per la rivendita di prodotti di seconda mano. I clienti ricevono buoni da spendere in negozio, con il loro valore calcolato in base alle condizioni degli articoli restituiti. Il programma Buy Back rientra nel modello di business circolare (in cui materiali e prodotti vengono riutilizzati o riciclati) che Ikea sta cercando di adottare.

    Il marchio di calzature e accessori sostenibili Allbirds (di cui abbiamo già parlato ad aprile a proposito del lancio delle scarpe in ed limitata ) ha optato per un Green Friday invece che il Black Friday, invitando i consumatori a “Rompere la tradizione, non il pianeta”. Invece di tagliare i prezzi, Allbirds li aumenterà (di 1 $) e i proventi aggiuntivi andranno direttamente a Fridays For Future, il movimento internazionale per il clima guidato dai giovani fondato dall’attivista per il clima Greta Thunberg.

    Insomma se non ci credi tu per primo, perché dovrebbero crederci i tuoi consumatori?

    È questo il senso del ‘mini prontuario’ intitolato “Purpose more than a mission statement” preparato da McKinsey, che regala la sua visione delle 5P (se lo avete perso leggete la recensione del libro di Kotler e la presentazione delle 6P) in cui si legge:

    Il Purpose può e deve essere misurato rigorosamente. In pratica, ciò significa identificare gli indicatori chiave di prestazione che sono legati allo scopo della tua azienda, monitorarli nel tempo e incentivare la tua organizzazione a raggiungere gli obiettivi. Ciò che viene misurato viene gestito, come notoriamente osservato da Peter Drucker. Il contrario è forse ancora più appropriato: ciò che si cerca di gestire dovrebbe essere misurato e su base coerente. Troppo spesso, le aziende confondono i benchmark ESG con le metriche di purpose. Gli standard di organizzazioni di terze parti come il Global Reporting Initiative (GRI) e il Sustainability Accounting Standards Board (SASB), sebbene importanti, non dovrebbero mai diventare la “coda” che scodinzola il cane nei rapporti ESG dell’azienda. Lo scopo dovrebbe provenire dall’interno e guidare le metriche univoche misurate e monitorate. Se la tua azienda inizia con il reporting ESG e poi “torna” al purpose, sta facendo il percorso a ritroso.

    fonte: sito web McKinsey

    Forse il problema è anche nel vocabolario. Non è ancora chiara la definizione di cosa sia il ‘Purpose’. ci viene in aiuto la ricerca dell’agenzia londinese ABA che definisce così il purpose:

    “Your company’s reason for being beyond making money; the positive contribution you bring to the world.”

    Secondo i risultati di questa indagine condotta su 227 senior leaders di piccole e medie imprese inglesi, il 28% crede che il proprio Purpose sia davvero ben presentato ai propri dipendenti, e solo il il 29% ai propri consumatori. Il 16% crede che sia ben comunicato alla propria comunità e il 20% alla propria industry.

    Insomma la comunicazione è un anello debole nella catena del Valore, lo dice anche ConsumerLab che partendo dall’assunto che la Sostenibilità è un nuovo potente strumento di comunicazione soprattutto quando dedica maggiore attenzione al Consumatore per renderlo consapevole ha analizzato negli ultimi tre anni (2018 – 2019 – 2020) 1.127 Bilanci di Sostenibilità. Per quest’anno un gruppo di esperti ne ha individuati 210 (pubblicati nel 2020 e relativi all’esercizio 2019), e un secondo gruppo di 250 consumatori  attenti e sensibili agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dai 210 Bilanci suddetti ha espresso preferenze per i 44 ritenuti più interessanti, arrivando alla conclusione che il consumatore “non legge Bilanci paludati, prolissi, piatti e complicati, uniformi per essere (solo presuntivamente) comparabili; anzi li bolla come furberie di marketing.”

    Sarà che forse, al di là di tante parole (quelle usate nei report di rendicontzione non finanziaria) mancano dei KPI’s significativi?  Purpose Disruptors  (la rete industriale che lavora per affrontare i cambiamenti climatici) ha riconosciuto la necessità di iniziare a misurare le emissioni di gas serra generate dalla pubblicità.

    La metodologia Ecoffectiveness si compone di tre elementi:

    • Rendicontazione trasparente dell’aumento incrementale delle emissioni di gas serra indotto dalla pubblicità, per creare un set di dati di base da cui è possibile monitorare i miglioramenti
    • Stabilire uno standard di settore “Return on CO2e” (il reddito generato per ogni tonnellata di CO2 equivalente emessa) – per fornire un approccio coerente che consenta il confronto tra settori e campagne
    • Costruire intuizioni identificando le leve dell’ecoffettività

    Jonathan Wise, co-fondatore di Purpose Disruptors, ha dichiarato: “Uno degli obiettivi primari della pubblicità è vendere e tuttavia, come stratega, sono arrivato a rendermi conto che più bravo ero nel mio lavoro, più danni ho generato attraverso esso. Questo perché una conseguenza dell’aumento delle vendite è l’aumento delle emissioni di anidride carbonica che questo consumo genera. Se vogliamo celebrare la crescita delle vendite che creiamo, dobbiamo assumerci la responsabilità del relativo aumento di CO2. Dipende da noi. Questa nuova iniziativa fornisce un modo semplice per l’industria nell’aiutare la società e le imprese a ridurre la nostra impronta di carbonio collettiva “.

    Non male, visto che anche per Deloitte la misurazione è al centro: i principi chiave alla base del loro scorecard dell’impatto sociale ruotano intorno a indicatori appropriati per catturare il valore aziendale dell’impatto sociale, indicatori che possono quantificare i costi e i benefici delle iniziative o degli effetti da monitorare. Oltre a mantenere la comparabilità interna, utilizzare indicatori coerenti con gli approcci standard di impatto sociale facilita il confronto tra pari, ove possibile. 

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  • 7 Golden Rules to Make a Branded Entertainment Strategy Work

    7 Golden Rules to Make a Branded Entertainment Strategy Work

    To be effective, a branded content & entertainment strategy  must keep in mind some rules, taking in account the different reactions that the consumer may have confronted with the request to ‘interact’ with a content made by a brand, when he doesn’t expect it. Here are some tips from some of the greatest examples of this new form of communication

    1 . IT’S A LONG TERM STRATEGY

    Branded entertainment is a strategy for building brand identity, so it should be pursued in the medium to long term.

    1. SET CLEAR GOALS

    The strategy can be adjusted in line with the needs of the company. You need to set clear goals from the beginning of an initiative.

    3.TURN AUDIENCES INTO CONSUMERS

    Branded entertainment is a useful marketing tool for building the relationship between consumer and brand. Its active function is to strengthen or change consumer behavior.

    4.TRANSPARENCY 

    It’s crucial to have a clear target audience with which to create a relationship. The consumer is willing to accept the presence of the brand in new spaces (TV programs, newspaper article, etc.), if the role the brand plays in the content is clear (producer, creator, sponsor, etc.).

    5.STORYTELLING 

    It’s equally important to define the traits of the brand identity that will set the stage for the relationship through narration. For this to work, the brand must have a narrative function. Whether the objective of the content is to inform or entertain, it must interest and empower the viewer.

    6.MEASUREMENT 

    Use a campaign metrics model that’s able to analyse the effectiveness of branded entertainment by standard KPIs, such as brand trust, familiarity, consideration and loyalty.

    7.EXPERTISE

    Branded entertainment expertise can both grow internally through special training courses and be found among professionals who can provide the talent and creativity for a content-driven strategy.

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